Le persone non sempre iniziano a far parte della nostra vita per caso.

Giuro non è la premessa di una storia d’amore alla Federico Moccia.

Ma di come Veronica, cantautrice di origine partenopea dà voce a Desio, un suo parente autistico, attraverso un brano del suo ultimo progetto: “Acustico”.

L’ho ascoltata diverse volte. Il modo in cui interpreta Desio è un qualcosa di inspiegabile. Così spontaneo, naturale, sembra sia proprio lui a raccontare la sua quotidianità.

La musica! Che magia spettacolare!

 

Nella tua ultima canzone parli di Desio, affetto da autismo, che ha gli interessi di una persona semplice (“quanto mi piace cantare a squarciagola in auto in tangenziale e rotolare su un mare verde pieno di fiori in mezzo a un labirinto di grattacieli, e giocare poi agli inseguimenti”). Purtroppo ancora oggi succede che le persone con la sua stessa patologia vengano alienate a prescindere. Non viene data loro quindi la possibilità di far conoscere chi si nasconde dietro lo spetto. Ora tu hai un minimo di esperienza, ma magari chi ci legge no. Quindi ti chiedo: qual è il modo migliore per approcciare qualcuno che ha difficoltà ad esprimere il suo mondo interiore?

Desio, il protagonista di “Acustico”, ha una forma di autismo che non gli permette di parlare, quindi non è stato semplice “calarsi nei suoi panni” e riuscire a comprendere il suo punto di vista. Per farlo, mi sono affidata alle parole di sua mamma Monica, che mi ha mi ha raccontato della meravigliosa storia del figlio e grazie a lei, ho trovato le parole giuste per poter iniziare a scrivere il brano. Ciò che consiglio ai lettori che vogliono approcciarsi ad una tematica come l’autismo è di informarsi (possibilmente non su internet), ascoltando testimonianze dirette di genitori e di persone autistiche.

 

Prima di “Acustico” hai rilasciato altri due singoli: “Kaleidoscopio” e “Wonder Woman”. Il primo parla di bullismo, il secondo della disparità di genere e della violenza sulle donne. Quali altri temi tratterai in futuro?

Aiutare chi non ha voce è l’obiettivo primario della mia produzione musicale e mi fa sentire orgogliosa quando qualcuno mi dice che si sente rappresentato dai miei brani. In quarantena però, ho provato a scrivere d’amore, tema che evito di affrontare in musica perché ho subito sulla mia pelle troppe delusioni che mi hanno impedito di scrivere di me stessa. Questi nuovi brani, assieme a quello già editi, andranno a comporre il mio primo EP che spero di far uscire entro fine anno.

 

Parliamo invece della tua gavetta: grazie al Master of Music frequentato alla Luiss Business School ti sei potuta confrontare con artisti del calibro di Giorgia, Tommaso Paradiso, e il paroliere Cheope. Cosa ti hanno lasciato?

Il Master of Music è stata quella spinta che mi ha permesso di realizzare, dopo tanto tempo, il mio progetto musicale. Studiando alla Luiss, ho avuto l’opportunità di poter contare su una visione 360° di ciò che avviene dietro le quinte del panorama musicale. Inoltre, ho avuto la possibilità di confrontarmi con esponenti di etichette indipendenti come “Bomba Dischi” e “Maciste Dischi” e di major come “Universal” e “Sony”.

 

Sei giovanissima eppure hai già diversi contest alle spalle: il Festival di Castrocaro, il Festival di Ghedi, il premio Mario De Rosa e hai fatto parte del team di ICompany per l’organizzazione di un Concertone del Primo Maggio. Pensi mai a Sanremo?

Sanremo è un traguardo che spero di riuscire a raggiungere presto. “Acustico”, in realtà, è stato presentato alle selezioni di Sanremo Giovani ma è stato scartato. Ovviamente non demordo!

 

Buona fortuna Veronica. Le tue positive vibes ti porteranno molto lontano!

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