L’arte e la cultura non rappresentano solo intrattenimento, ma in tanti casi e in molte realtà è mera alternativa sociale. Musica contro le Mafie è l’esempio lampante della giusta cooperazione tra arte e attivismo sociale.

L’associazione, della rete Libera Contro Le Mafie, nasce con l’intento di promuovere e diffondere la cultura della “legalità” attraverso attività legate al mondo dello spettacolo.  Promuove iniziative in diversi contesti della nostra società ed opera con l’obiettivo di sostenere soggetti svantaggiati e giovani a rischio, in aree complesse e periferie urbane.

Sound Bocs, una delle ultime iniziative dell’associazione, è la prima Music Farm a sfondo civile e comporta la realizzazione di una residenza artistica, insieme con Perchicrea, Mibact e Siae. “L’idea di rendere Sound Bocs una Music Farm viene proprio dal fatto che con questo progetto intendiamo andare oltre l’idea della diffusione delle buone prassi ma puntiamo, come si fa in una “fattoria”, a coltivarle in condivisione con 10 giovani artisti provenienti da tutta Italia.” è quanto dichiara il Presidente Gennaro De Rosa.

Anche Musica contro le mafie, ha dovuto adattarsi alle circostanze e le inusuali dinamiche da Covid_19 ed ha deciso di prorogare la scadenza per le iscrizioni al 10 giugno e rinviare le Fasi Live a settembre. Per tutti coloro che aspirano ad essere tra i 10 artisti residenti impegnati nella creazione di brani inediti e originali, ispirati alla diffusione di buone idee e buone pratiche.

L’esperienza fisica porterà alla realizzazione del Sound Bocs diary, un libro di lettura aumentata che conterrà i brani insieme ai pensieri, e alle emozioni degli artisti residenti. Una giuria di Millenials sceglierà il brano che poi sarà premiato con una borsa di studio e il vincitore avrà la possibilità di esibirsi in un importante contesto nazionale della musica italiana. Pertanto è possibile inviare la propria candidatura sul sito di Musica contro le Mafie e cogliere  l’occasione di mettersi in discussione in un progetto che ha valore morale e sociale, oltre che artistico. Come ricorda, infatti, Don Luigi Ciotti, presidente onorario dell’associazione: “Abbiamo il dovere di metterci in ascolto del futuro, leggere le linee di tendenza ed intuire quali saranno le iniziative culturali da realizzare per stimolare una vera e propria mutazione di cuori, coscienze e condotte.”

Ho considerato opportuno mi chiarisse il tutto, con maggiori dettagli, il Presidente di Musica Contro Le Mafie, Gennaro De Rosa, che da anni porta avanti questo progetto di giustizia sociale.

 

Quando nasce e con quale scopo Musica Contro Le Mafie?

Musica contro le mafie nasce nel 2010, quando iniziammo il nostro percorso con un piccolo contest della provincia di Bologna e lì rimanemmo per due edizioni. Nel 2013 Musica contro le mafie” diventa un’associazione, entra nella rete di Libera contro le mafie e inizia una collaborazione costante con il settore formazione. Un’ attenzione continua ai nuovi linguaggi e alla ricerca di modalità di diffusione di “buone idee e buone prassi”.

Contemporaneamente la cabina di regia dell’intero progetto si sposta a sud, in Calabria e da quel momento il progetto acquisisce un respiro nazionale. Il sud viene vissuto come radice della “malapianta” ed in effetti lo è, per quanto invece oggi il fenomeno mafioso,- ahi noi – non è più soltanto un fenomeno relegabile ad alcune regioni ma ha una diffusione mondiale. Lo scopo di Musica contro le mafie è quello di diffondere Buone Idee e Buone Prassi attraverso la musica ed i musicisti, costruire ponti tra bene e bello, etica ed estetica, forma e contenuto. Formazione civile e pedagogia antimafia attraverso uno dei linguaggi più potenti che l’uomo sia mai stato in grado di creare: la musica.

In che modo, a suo avviso, la cultura è ancora oggi strumento per la lotta alle criminalità organizzate?

La musica è armonia, cioè coesistenza di suoni differenti che messi insieme funzionano e creano panorami sonori efficaci. La società civile dovrebbe ispirarsi profondamente alla capacità della musica di far coesistere e costruire sulle differenze e le diversità.

La criminalità organizzata, le mafie tutte, cambiano di continuo le forme, i campi di azione, le strategie.

La situazione di emergenza che stiamo vivendo le vede protagoniste, si insinuano nelle attività economiche creando nuove zone grigie di corruzione e connivenza. Le mafie sono senza ombra di dubbio alcuno un male per la società e la cosa che ci tocca comprendere tutti è che sono un impedimento ad ogni tipo di  sviluppo.

Noi crediamo fortemente che l’azione di una comunità attiva che si allarghi sempre più, insieme ad una azione seria e determinata delle istituzioni, unita a un protagonismo sano e alla coscienza civile dei cittadini possa sconfiggere questo cancro.

Come crede si adatterà Sound Bocs e il progetto di residenza artistica a queste nuove circostanze causate dal Covid_19? Come crede che cambierà il mondo della musica e dell’arte in generale dopo questa emergenza?

La situazione che stiamo vivendo deve portarci ad una riflessione più profonda e a vivere questo momento non come adattamento temporaneo ma come cambiamento profondo. Dobbiamo renderci conto che siamo i protagonisti e gli attori principali di un cambiamento epocale. Cambiano i linguaggi e ci stiamo facendo trovare impreparati. Cambiano le forme di comunicazione che credevamo di conoscere ma le strutture per sostenerle non sono adeguate. Il futuro è ovviamente nella coesistenza di due mondi, virtuale e reale, che ormai sono inscindibili, sta cambiando totalmente il mondo della musica e della cultura.

Sound Bocs cambierà nella forma rispetto a quella natia  originaria grazie ad un piano “B”, anche se ci stiamo attrezzando ad un piano “C”, e se c’è bisogno metteremo in campo un piano “D”.

Sound Bocs sarà la prima Music Farm a sfondo civile che sia mai stata fatta in Italia e la faremo in un luogo stupendo: i BOCS ART di Cosenza.

Io invito tutti gli artisti ad under 35 ad iscriversi e dare uno sguardo al sito appositamente creato www.musicacontrolemafie.it/soundbocs e a tutti gli altri a visitare questo quartiere in stile mitteleuropeo ma con le radici ben piantate a Sud.

Guarda il video di lancio dell’iniziativa:

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