Perdersi tra la folla, sorseggiare una fredda birra spillata male, il fischio di un soundcheck iniziato tardi contribuirà a corrodere i tuoi timpani, ma tu sei sereno, sbarri gli occhi felice perché sei pronto a respirare l’area di un festival estivo. Non sarò qua a chiedervi quanto vi abbia demolito gli zebedei (o semplicemente le palle) essere in stand by nell’estate 2020 e non poter sfoggiare con orgoglio la t-shirt dei Ramones e le all- stars grigie, perché già ho una risposta. Quello a cui non sapete e non sappiamo ancora rispondere è: Ritorneremo? O meglio RITORNERANNO?

Rock in Roma già ha piazzato in programmazione tutte le date relative al 2021, e molte band ed artisti sono pronti a tornare sul palco o ancora a recuperare quanto andato perduto nel 2020. Poco tempo fa, in un servizio al TG1 su Wuhan, guardavo le scene di un rave – Sì, avete capito bene! – senza nessun problema di distanziamento o misure di sicurezza. Ma tutto questo sarà possibile anche in Italia ? O mettiamola così : è quantomeno immaginabile?
Nella mia regione, la Campania, erano tre i festival a cui avevo deciso di dedicare il mio senso di dispersione estivo. Il Disorder, su tutti quello più underground, nello scenario della splendida arena San Francesco nel centro di storico di Eboli (Sa), mi ha per anni regalato barlumi di sound estremo e sperimentale. Ecosuoni, Palma Campania (Na), senso green, enorme prato verde e un maestoso palco, negli ultimi anni ha sposato una line up che strizza l’occhio al mainstream della nuova scena contemporanea (Levante, Cosmo, Comacose, Ghemon). E poi Farcisentire in cui band emergenti ed artisti del panorama nazionale (Pinguini Tattici Nucleari, Colapesce, The Zen Circus) si sono divisi e contesi per anni lo spazio antistante la stazione della metro di Scisciano (Na).

Passo inevitabilmente la parola alle vere vittime di questo blocco forzato. Alle organizzazioni di questi eventi è stato levato indubbiamente ossigeno, e tutt’oggi non conoscono il loro destino, oltre ad aver ricevuto, a mio avviso, poco sostegno dalle istituzioni durante questo iter doloroso.

Disorder era diventato un punto di riferimento di una bella fetta dei seguaci dell’avanguardismo rock del nostro scenario metropolitano. Cosa ti manca di più di quella surreale suggestione di fine estate e soprattutto che speranza avete di riaprire i battenti?

“Quello che manca di più banalmente, è il rapporto con le persone. In questi nove anni, Disorder è diventato un momento importante non solo per chi lo organizza, ma anche per quelle tante persone che si sono sempre adoperate e spese moltissimo per realizzarlo, anno dopo anno, è che poi lo hanno reso, come dici tu, un punto di riferimento per tanti. I rapporti umani sono molto importanti. Mancano le risate, gli abbracci, le battute, i pranzi organizzati al volo, le birrette dei discount. Sono cose che ci fanno sentire parte di un gruppo, di una grande famiglia. Disorder manca.
Non saprei dire con certezza se Disorder riaprirà i battenti, ovviamente non molliamo. Semplicemente speriamo.
Organizzare un festival, in generale è complicato, per noi lo è ancora di più considerando che non percepiamo fondi di nessun tipo essendo un festival assolutamente indipendente, ma c’è la volontà, e come abbiamo fatto in tutti questi anni, continueremo a crederci e impegnarci affinché tutto possa ritornare come prima. Decideremo in base all’evolversi degli eventi, sicuramente accadrà quando si potrà e quando saremo sicuri di poter riprendere in maniera serena.
Per il momento vi abbracciamo. Disorder!”- Giuseppe Biondi, Presidente Associazione Macrostudio e fondatore di Disorder – 

I Comacose due anni fa conquistarono lo Sziget Festival prima di chiudere il proprio tour estivo sul palco di Ecosuoni. Sembra però che la piccola Palma Campania e il suo disagio territoriale non abbiano mai avuto paura di abbracciare i grandi nomi dello scenario nazionale. Cosa ha provocato l’interruzione forzata del lockdown in una realtà dell’interland napoletano come la vostra che ha fatto per anni fatica a rilanciare cultura e che pian piano anche grazie il vostro intervento, stava risalendo la china? Quanto hai davvero di concreto in mano in questo momento per ben sperare di poter ricominciare la prossima estate?

“Beh è stato dura iniziare, come si sa Ecosuoni nasce da una piccola realtà. Ora questa brusca frenata, ha portato un calo di entusiasmo ed emozioni all’interno della crew. Ecosuoni è un festival che è nato da un gruppo di pazzi sognatori ed in pochi anni ha portato nel piccolo paese le migliori band dello scenario indie rock italiano. Riprendere sarà ancora più dura, soprattutto avere il sostegno dei nostri sponsor. Comunque crediamo ancora nella forza della musica e siamo pronti alla prossima sfida.” – Agostino Finetti, Art Director Ecosuoni – 

 

Grossi nomi e tante band emergenti è stato da sempre il vostro marchio di fabbrica. Quanto ha perso la nostra scena emergente, che a stento galleggiava, con l’avvento del lockdown e con l’interruzione di manifestazioni come la vostra? State progettando un piano B? Sentite ancora di dare a tutti una speranza?

“Con l’interruzione di manifestazioni come la nostra (Farcisentire Festival) la scena musicale emergente non ha fatto altro che perdere un palco, ovvero la possibilitá di avere una cassa di risonanza che amplifichi il messaggio insito nel risultato del processo creativo di una band. Per quanto ci riguarda, considerando indispensabile per l’artista l’interazione con il pubblico, non stiamo pensando ad un piano b perché non esiste. Esibizioni in streaming attraverso i canali social o piattaforme varie è tutt’altra cosa. É chiaro che una speranza non la si nega a nessuno.. confidiamo nella scienza e siamo certi che al più presto tornerá tutto come prima.” – Direttivo Farcisentire Festival – 

 

In ultima analisi e per tirare le somme di questo apocalittico argomento, chiedo supporto ad Ufficio K, consolidata realtà di booking ed organizzazione eventi di tutto il territorio campano.

Il parere di Lele Nitti, servirà a me e a noi per capire quanto possano essere mera realtà i live e i concerti già nell’estate del 2021.

Cosa c’è di concreto nella ripartenza di concerti e tour che vedo già programmati per quest’estate? Credi sia realmente possibile deciderlo già in Febbraio, quando i contagi sono ancora così alti? Che suggerimenti arrivano dallo Stato relativamente ad un’eventuale ripartenza? E soprattutto tu che idea ti sei fatto a riguardo?

“Presumibilmente quest’estate i concerti si potranno fare come la scorsa estate ovvero seduti, distanziati con mascherine e a seconda delle location, diciamo massimo 1000 sedie con qualche eccezione.
Chi sta annunciando cose per l’estate secondo lo schema classico pre COVID al 99 % le sposterà .
Dallo stato purtroppo non arriva nessun segnale. A parte le crisi di governo e a parte qualche ristoro del Mibact. Purtroppo il nostro lavoro è fatto di programmazione, non siamo in bar o un ristorante al quale puoi dire fra tre giorni apri. Il governo viaggia giorno per giorno e questo non ci aiuta.

Forse con i vaccini e il virus che scemerà ad ottobre novembre si potrà ripartire, ma sempre con delle nuove regole tutte da scrivere e decidere.” – Lele Nitti, Amministratore Ufficio K –

Ho promesso alla mia maglia dei Ramones sopracitata nell’intro di quest’articolo, che prima o poi ci rivedremo, anche se è ancora molto presto per dirlo. RESISTIAMO!

CONTINUA A LEGGERE SU BOOONZO.IT