Non molto tempo fa abbiamo parlato del trombettista Gennaro Ferraro e del suo album, “It’s right”. A breve assisteremo al suo debutto,  ma neanche a dirlo in modalità live streaming.  Il 20 gennaio, dalle 19.00, infatti,  sarà possibile ascoltarlo direttamente dalla nostra postazione pc o smartphone in diretta live dall’inusuale bottega  “Olio e Vini” di Paolo Di Feo. Uno spazio espositivo in cui oggetti di riuso ed idee contemporanee convivono in perfetta armonia. Un live, anch’esso,  che sebbene rispolveri il passato, celebrando nomi altisonanti della tradizione jazz internazionale, non ha paura di guardare con determinazione a nuovi scenari.

Insieme a Gennaro suoneranno e canteranno gli stessi musicisti che hanno collaborato con lui all’album: Mario Nappi, Daniela De Mattia, Corrado Cirillo e Luca Mignano. Uniti, ci trasporteranno in una nuova dimensione in cui risuonerà un mix tra influenze e contaminazioni blues, swing e bossanova.

Ovviamente, dovendo rispettare i protocolli di sicurezza anti-covid, non sarà possibile assistere al concerto in presenza, ma lo si potrà fare comodamente dalle pagine social dell’artista e di Booonzo.it.

Approfondiamo con lui alcuni tratti della sua delirante anima Jazz, osserviamone i concetti e prepariamoci a riceverne il suono.

Attualmente sei un docente. Qual è la lezione, la regola principale che più hai seguito nel tuo percorso di studi e che ad oggi cerchi di trasmettere ai tuoi alunni?

La cosa più importante è cercare di avere la mente più aperta possibile. Essere predisposti al confronto con altri insegnanti ed altri coetanei anche di Paesi diversi. Avere come guida un valido insegnante sta alla base, ma bisogna essere sempre curiosi e sperimentare sul proprio suono e approcciarsi con metodi e tecniche diverse.

Grazie ad “It’s right” possiamo rispolverare e/o scoprire grandi artisti come Freddie Hubbard, Miles Davis, Nash&Weill… chi di loro senti più vicino al tuo stile?

Ogni artista mi ha insegnato qualcosa. Li ho ascoltati tanto e apprezzati. Sicuramente, almeno attualmente, mi sento più vicino a Freddie Hubbard.

 

Rimanendo in tema, nel tuo album possiamo ascoltare “I Remember Clifford”. Un brano che Benny Golson ha composto per dire addio a modo suo all’amico trombettista Clifford Brown. Immagina di fare lo stesso col 2020. Su che note lo saluteresti?

Prima di rispondere, ti racconto una piccola chicca: nel giorno della mia laurea ricorreva l’anniversario di morte di Clifford Brown ed io, tra i brani scelti, suonai “I Remember Clifford”. Cosa non premeditata, ma mi piace sottolineare la coincidenza. Comunque tornando a noi: il 2020 è stato un anno particolare per tutti, non nego che mi sia dovuto adeguare e fare delle scelte necessarie, ma mi ha fatto apprezzare altre cose importanti e ho pubblicato “It’s Right” che mi sta dando tante soddisfazioni. Quindi mai demordere e cercare sempre il giusto compromesso tra pazzia e determinazione!

Per il resto, più che salutare il 2020, preferisco dare il benvenuto al 2021 con la mia composizione, “Lullaby”, augurandomi e augurando a tutti di sentirsi sempre “a casa”.

Per info e ulteriori informazioni a voi il link dell’evento: https://www.facebook.com/events/1024447584712368

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