Luca D’Amelio

Luca D’Amelio, classe 1997, parla della fotografia come rinascita personale prima che una professione.

La sua storia testimonia quanto una passione nata in casa, quasi per gioco, possa essere il binario giusto che porta alla svolta. Binari simili a quelli delle montagne russe più che a quelli ferroviari, con gli alti che si alternano ai bassi in maniera continua fino alla fine del giro: la stabilità.

Il vagone del giovane fotografo parte dalla Bulgaria, dove è nato, passa per parecchi anni nei vortici di Nocera Inferiore, dove invece è cresciuto, con i “down” burrascosi e intensi di Castellammare di Stabia ed i fantastici “up” dell’Australia, fino alla fine del primo giro con la stabilità di Milano.

Luca D’Amelio oggi è il fotografo ufficiale di Achille Lauro, uno degli artisti più controversi e meno etichettabili dell’intero panorama musicale italiano. L’icona trasgressiva degli anni ’20 del 2000 che, per stravaganza ed eccentricità, ricorda vagamente il primo Renato Zero.

A Milano sono riuscito a sentirmi realizzato e apprezzato per quello che faccio. L’arte funziona come una rete sociale: se orbiti attorno ad un ambiente e vali, è inevitabile che il tuo lavoro venga apprezzato. Quando sono arrivato qui 2 anni fa stavo in casa assieme al mio amico Murphy e fotografo lui ma non lavoravo. Poi la meritocrazia, che qui esiste, mi ha portato a fotografare Achille Lauro”.

Un emigrante come tanti che dal Sud è riuscito a sbarcare il lunario a Milano dopo anni di delusioni e “tarantelle”.

Da noi giù ho sempre avuto l’impressione che il linguaggio sia molto chiuso. A volte è anche difficile far capire il messaggio che vuoi trasmettere. Prima che me ne andassi ero trattato come l’ultima delle persone. Ho avuto un brutto rapporto con le droghe che è iniziato dopo una serie di delusioni che avevo collezionato. A 19 anni sono stato in una comunità a Castellammare di Stabia per un annetto. Però quell’anno mi ha risollevato, ha cambiato il mio approccio ed ora sono molto più determinato e concentrato sulle cose importanti”.

Non solo momenti brutti, però. La formazione professionale di Luca D’Amelio, ormai specialista nel settore della moda e ritrattista apprezzato nel settore, lo ha portato a 17 anni anche ad una full immersion in Australia per uno stage con la Canon.

Io faccio foto da quando ho 13 anni. Ho iniziato in casa con le macchinette usa e getta. Mi divertivo a giocare ed è diventato un modo per comunicare quello che avevo dentro. Poi sono arrivato alla ritrattistica e oggi mi divido tra foto di moda, still life ed editoriali”.

Murphy, al secolo Peppe Francavilla, fotografato da Luca D’Amelio

Un’esperienza che inevitabilmente ha contribuito anche nei suoi lavori con la MilanoK3, l’agenzia di Achille Lauro.

Devo ringraziare il manager Angelo Calculli che ha puntato tanto su di me e su Peppe Francavilla, anche lui nocerino. Peppe è conosciuto nel mondo musicale come “Murphy” e proprio il 24 aprile uscirà il suo primo brano “Merith”, prodotto “Electra Records” e “Warner Music”. Io e Peppe siamo partiti assieme da Nocera e continuiamo a vivere assieme a Milano. Ci siamo fatti forza a vicenda”.

Un connubio che li ha portati nel mondo di Achille Lauro, di cui Luca ha fotografato anche le serate di Sanremo 2020 dove il cantante si è esibito in performance straordinarie con la sua “Me ne frego”.

Ricordo ancora il primo giorno che ho incontrato Achille sul set: panico totale. Io lo seguo dai tempi dagli album “Dio c’è” e “Ragazzi madre”. Vedere che stimava il mio lavoro, mi spiazzò. Poi mi sono guadagnato la sua fiducia un po’ alla volta e ora anche con lui ho carta bianca su tutto. Adesso, infatti, anche la direzione creativa di Murphy è totalmente mia”.

Ma a 23 anni Luca non può fermarsi. La volontà di crescere è tanta e il sogno americano potrebbe essere la sua prossima meta da conquistare.

“Spero di poter realizzare anche qualche bella campagna pubblicitaria per la moda, dal forte impatto e soprattutto dal messaggio esplicito Non mi dispiacerebbe fotografare qualche artista di calibro internazionale ma il mio sogno è di fotografare qualche grande artista del panorama hip hop americano”.