Quei giorni di sole che tanto attendevo finalmente sono arrivati. La luce che entra dalla finestra di pomeriggio si trasforma in una candida sveglia naturale. Questi momenti così serafici ti fanno dimenticare di tutto il resto: le guerre non fanno più rumore né male. Allora: mascherina, telefono, cuffie e si scende. C’è bisogno di viverli questi attimi di pace. Supero il cancello, ma non ho nessuna destinazione in programma. La strada è vuota. Mi trovo davanti un bivio. Senza fermarmi a riflettere vado a sinistra. Dopo qualche passo, dagli auricolari mi sopraggiunge la voce di Livio Cori:

“Lei mi dice: «sì!» senza fare storie. Quando viene qui, non può fare storie.

Spegni quella camera, camera, camera […]”

La canzone non è molto in linea col contesto, ma non mi dispiace. Anzi. Mi concentro sul testo. Si ripete più volte quella frase, “Spegni quella camera”. Livio nel dirlo alla ragazza vorrà semplicemente difendere la sua privacy, ma al momento lo prendo in egual modo come consiglio personale, perciò come dice il titolo “niente storie”. Nessuna distrazione. Non uno schermo ad intrappolare la bellezza che mi circonda.

Continuo a camminare. La musica non si ferma. Le mie orecchie ascoltano canzoni su canzoni, ma sto ancora pensando alla prima. Fa parte del nuovo album di Livio, “Femmena”. Femmina, donna. Un argomento che ultimamente mi trovo spesso ad affrontare con Booonzo e che ritorna sovente. Chissà invece Cori come ci è arrivato a dedicargli un intero progetto. Di ritorno dalla mia passeggiata ancora ci penso. Il tarlo diventa la scusa per contattarlo e parlarci un po’.

 

Hai iniziato a scrivere a 15 anni. Cosa spinge un ragazzino a farlo?

A quell’età ascoltavo dischi rap tutto il giorno e di conseguenza, a un certo punto, ho cominciato a giocare anch’io con le rime. Dopo il gioco iniziale, ho cominciato a prenderci gusto e a capire che potevo esprimere più liberamente delle cose che avevo dentro. Personalmente scrivere testi mi ha dato sicurezza ed è stato il primo passo che mi ha avvicinato alla musica.

 

Corri su due binari: la musica e la recitazione. Se un giorno ti dovessi trovare costretto ad un bivio, quale strada sceglieresti?

Decisamente la musica. La recitazione è capitata per caso, non è mai stato un mio obiettivo. Sicuramente, però, capitando in quel mondo grazie a “Gomorra” mi si è aperta una nuova strada che magari percorrerò di nuovo più in là.

 

Ho visto un tuo post su Instagram. Il primo che parlava del tuo nuovo album, “Femmena”. Hai scritto che è ispirato al tuo rapporto sentimentale con le donne. C’è un singolo però che descrive meglio il tuo attuale approccio nei confronti dell’altro genere?

“Femmena” è un disco che parla del mio rapporto sentimentale con l’altro sesso, non a 360. È ispirato da muse e da storie d’amore sia positive che negative. Se dovessi scegliere un pezzo su tutti per rappresentare l’album sarebbe proprio la title-track “Femmena” con Nicola Siciliano, perché racchiude tutti i mood presenti nel disco.

 

Ascoltando “Pusher love”, in cui il soggetto è un playboy un po’ spazientito dalla gelosia della propria ragazza, e “Vicino a te” che invece è più soft, romantica, in cui dedichi un intero giorno alla tua musa e le chiedi di starti accanto per sempre, quasi fosse una richiesta di matrimonio, viene spontaneo chiedersi qual è la definizione che dà Livio Cori all’amore e soprattutto com’è Livio Cori innamorato?

Per me l’amore è devozione incondizionata, anche a senso unico. Chi ama non ha bisogno di essere amato a sua volta per poterlo fare. Chi ama dà senza la pretesa di ricevere. Livio Cori innamorato è Superman, quando non ama è solo Clark Kent.

 

Uno dei brani che ti ho citato prima lo canti con Enzo Dong. Nel tuo album ci sono altri artisti: Nicola Siciliano, Peppe Soks, Sofi De La Torre. Fuori dall’album, invece, so che c’è un progetto in uscita con Neffa. Ti va di svelarmi qualche dettaglio?

Visto che ormai lui l’ha già detto in alcune interviste, posso confermavi che sarò nel suo disco. Per il resto devi chiedere a lui! Da fan di Neffa è stato un onore aver preso parte al suo ultimo progetto. Mi sento doppiamente fortunato anche perché dalla nostra collaborazione è nata un’amicizia e un’intesa artistica che, probabilmente, porterà anche altre sorprese…

 

A proposito di featuring, ce n’è uno nascosto nei tuoi sogni?

The Weekend! È senza dubbio il mio artista preferito, ormai da anni. Mi piace il suo approccio artistico a 360 gradi, non solo nella musica.

 

Sempre su Instagram, in un altro post, parli della mancanza fisica che hai dei tuoi fan. Alcuni dei tuoi colleghi per mettere fine all’astinenza da tour si sono adeguati alla situazione e rivolti allo streaming, lo farai anche tu?

 

Lo streaming non riuscirà mai a rendere giustizia alla musica live. Non vorrei ma capisco anche la situazione, quindi sto organizzando dei mini live in streaming per i fan in attesa di tempi migliori.

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