Claudio Coccoluto non c’è più ma la sua musica si.

Uno dei dj e produttori italiani più conosciuti al mondo si è spento questa notte a 59 anni. Un cancro l’ha portato via nella sua casa di Cassino, circondato dalla moglie e dai figli.

La sua morte è un duro colpo per tutta la cultura house e clubbing di quel mondo della notte che aveva contribuito ad elevare culturalmente, smarcandolo dai luoghi comuni che lo hanno sempre ghettizzato.

L’intransigenza del vinile contro l’epoca delle chiavette usb. L’old school contro la new era. Claudio Coccoluto è stato per almeno 3 decadi uno dei dj più importanti d’Europa e più conosciuto al mondo.

Dal 1990 Coccoluto è stato anche produttore di materiale proprio. La sua ultima pubblicazione è stata a giugno 2008 con l’album Imusicselection5 – Vynil Heart, una raccolta di 14 tracce realizzata in un’unica sequenza di vinili ed effetti mixati a mano libera come in un club, il suo habitat naturale.

È stato il primo dj del Vecchio continente a suonare al Sound Factory Bar di New York. Ha lavorato anche per Radio Deejay con il suo programma C.O.C.C.O. nel quale proponeva dj set e in diretta mixava e interagiva con gli ascoltatori.

Uno di quei produttori musicali ai quali si deve la professionalizzazione del ruolo da dj, trasformandolo da semplice “passadischi” ad “artista” e “musicista” completo.

Durante il lockdown, quando il mondo della notte si è fermato, è stato tra i più attivi nel sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulle difficoltà del settore.

“Claudio è stato in qualunque campo, in qualunque mestiere, un fuoriclasse. I fuoriclasse sono quelli che lasciano il segno. Ho sempre scherzato sul suo cognome: un cognome così bizzarro e curioso è diventato, grazie alla sua bravura, un marchio di fabbrica. A me piaceva, mi piaceva il suo suono, la sua personalità, faceva un mestiere che possiamo definire ‘futile’, ma era bello parlare con lui. Era un fuoriclasse”, ha affermato Linus durante l’apertura odierna del suo “Deejay chiama Italia”.

Anche il ministro della cultura Dario Franceschini gli ha voluto rendere omaggio. “Con Claudio Coccoluto scompare un protagonista della scena creativa italiana e internazionale che con le sue note e la sua musica all’avanguardia ha fatto ballare intere generazioni di ragazzi e ragazze. Un artista che amava la contaminazione delle arti. Mancherà a tutti noi”. Il segno di quanto Coccoluto fosse riuscito a rendere il suo mondo, quello dei club e della notte, un ambiente culturale e musicale di spessore riconosciuto persino dalle istituzioni.

“La persona più lucida, già da anni, nel capire come andasse preso questo mondo del clubbing eri tu. Un gigante – ha affermato il giornalista e critico musicale Damir Ivic in un commovente articolo pubblicato questa mattina su Soundwall – La scena musicale mondiale perde uno dei più grandi dj mai avuti nel campo della musica da dancefloor. La scena italiana perde un monumento, un esempio, uno che negli ultimi anni soprattutto ha dimostrato di essere davanti a tutti per visione, per suono, per capacità d’analisi. Uno che anche quando la malattia aveva iniziato ad intralciare troppo la strada non aveva ceduto di un millimetro, mai, restando meravigliosamente ispirato e creativo e non tirandosi mai indietro quando c’era da lottare per la causa, quando c’era da mettere sul piatto idee costruttive, quando c’era da immaginare un mondo e un clubbing migliore, più sano, più consapevole, più adulto”.

Non potremmo usare parole migliori di quelle di Damir Ivic per ricordare un mostro sacro della musica italiana ed internazionale.

Ciao Claudio.

CONTINUA A LEGGERE SU BOOONZO.IT