Questa non è una classifica! 10 cose che potremmo esserci persi in questi giorni. Qualcosa su cui valga la pena soffermarsi. Brani usciti di recente che non compaiono tra i “suggeriti per te”. Questa è la quinta playlist delle 10 cose che vale la pena ascoltare questa settimana.

#1 Son Little – 3rd eye weeping

3rd eye weeping rende solo l’idea del lavoro realizzato in solo 8 giorni da Son Little con Aloha. 8 giorni per realizzare comunque un disco intenso, in cui nessun accento sembra lasciato a caso.

Soul, funk e buone vibrazioni: tanto sarebbe bastato a prendere dieci tracce a caso di quest’album e riempire la playlist delle 10 cose che vale la pena ascoltare questa settimana.

#2 Moses Boyd feat. Poppy Ajudha – Shades of You

Moses Boyd incarna il concetto di jazz più di qualsiasi altro virtuoso dello strumento abbia mai fatto. Il jazz non è virtuosismo, ma fusione di stili che hanno il solo scopo quello di trasformare la musica in sensazione. L’andamento di Boyd con la voce eterea della cantante dei South London (Poppy Ajuhda), synth luminosi e testi che sfiorano l’autoanalisi fanno di Shades Of You un esempio pratico di come il jazz dovrebbe essere.

#3 Little Dragon – Where You Belong

Where You Belong è un brano R&B convenzionale che segna un cambiamento nella produzione dei Little Dragon. Cambiamento neanche troppo velato dal titolo del disco New Me, Same Us. Un disco che ci dimostra che si possano avere toni morbidi R&B anche se vieni dalla Svezia.

#4 Laura Marling – Held Down

Questo brano è nella bozza della playlist delle 10 cose che vale la pena ascoltare questa settimana da due settimane. E forse è proprio una peculiarità di Laura Marling quella di raccontare storie con le quali, prima o poi, bisogna far i conti.

Held Down non è complicata nell’ascolto, tutt’altro. Ha solo bisogno di entrare nelle tue cose, ambientarsi e venir fuori una volta assimilata.

#5 Jenny O. – Even If I Tried

Even If I Tried è il quarto singolo pubblicato da Jenny O. dall’annuncio del suo album New Truth. Un brano solare, grintoso che racconta come sia bastato provarci ad eliminare le persone tossiche per migliorare la propria esistenza.

#6 Yves Tumor – Gospel For A New Century

Un artista eclettico, dai suoni low-fi a cadenze soul, decide di realizzare un disco rock sperimentale. Heaven to a Tortured Mind è una delle migliori produzioni di quest’anno. E anche in questo caso, bisogna soffermarsi su tutto il lavoro di Yves Tumor.

#7 Ephemerals – Coral

Coral è una miscela soul-jazz molto attraente. Tutto il lavoro in quest’album degli Ephemerals ruota attorno all’identità di genere, suggerendo una maggiore apertura mentale già dal titolo The Third Eye. Un disco molto complesso nella ricerca di sonorità che possano esprimere diversi stati d’animo.

#8 Japan, Man – Stop Staring

Japan, Man ha 15 anni, viene dal Libano e pone l’asticella un po’ troppo oltre per i suoi coetani nel raccongtare il dramma adolescenziale del sentirsi bloccati in un luogo che non si sente proprio fino in fondo come nell’ EP I Like To Wait.

#9 Mk.gee – Isn’t It So Convenient

A Museum Of Contradiction è un’autoproduzione domestica di Mk.gee. E non si sente. Un altro monito al fatto che non ci sia bisogno di grandi produzioni per suonare in maniera valida un disco.

#10 KeiyaA – |! Gits! Weary!

Forever, Ya Girl è un debut album ma non sembra. KeiyaA è una produttrice esperta, che decide di realizzare un album forse anche diverso rispetto alle sonorità più classiche del genere.

Realizzare per sé qualcosa che per troppo tempo sei riuscita a mettere su per gli altri non è una cosa semplice. C’è il rischio di aver dimenticato come esprimere te stessa e le tue sensazioni. Anche solo per il fascino di questa sfida, Forever, Ya Girl merita di essere ascoltato nel suo complesso.

 

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