Questa non è una classifica! 10 cose che potremmo esserci persi in questi giorni. Qualcosa su cui valga la pena soffermarsi. Brani usciti di recente che non compaiono tra i “suggeriti per te”. Questa è la quarta playlist delle 10 cose che vale la pena ascoltare questa settimana.

#1 Cool Company feat. Nic Hanson – Floatin’

Floatin’ è un brano spensierato, nulla di pretenzioso. Come tutta la produzione dei Cool Company del resto. Tanto basta a far parte delle 10 cose che vale la pena ascoltare questa settimana per tornare ad uscire con tutta la leggerezza che un normale metà Maggio permetterebbe.

#2 Tora – Call Your Name

Solo tre singoli da marzo ad oggi e nessun album ancora pubblicato e già siamo qui a chiederci se Tora sia una talentuosa artista R&B o solo una meteora della scena britannica. A dirla tutta, c’è uno special voce-synth nel bel mezzo dell’altrimenti incontestabile Call Your Name che non tanto convince. Per rispondere al quesito, ci tocca aspettare un album completo.

#3 Pip Millett – Heavenly Mother

A prendersi il meritato posto nella scena R&B anglosassone è invece Pip Millett. Qualora ci fosse qualche dubbio, l’EP Lost in June (di cui fa parte Heavenly Mother) conferma che tra gli artisti emergenti ci siano tutte le risposte a chi dava la scena R&B soccombere al mercato della Trap.

#4 Perfume Genius – Without You

Come per tanti altri casi tra le 10 cose che vale la pena ascoltare questa settimana, estrapolare un brano da un’opera ben più complessa che possa essere un album. Without You è forse il brano di facile ascolto di Set My Heart on Fire Immediately. E una volta ascoltato l’album per intero, tocca continuare ad esplorare il mondo di Perfume Genius.

#5 Thao & The Get Down Stay Down – Temple

A quattro anni dall’ultima uscita, Temple è il quinto album di Thao & The Get Down Stay Down. Un concentrato di influenze musicali, un melting pot musicale con dentro un po’ di ogni continente.

#6 Hazel English – Off My Mind

Off My Mind è il singolo del debut album Wake Up! di Hazel English. E, come tante altre opere figlie dell’isolamento, questo è un lavoro di introspezione che racconta lo stato di mezzo tra il dove si è arrivati e dove si vorrà arrivare.

#7 Yumi Zouma – Southwark

Se non fosse una definizione abusata ogniqualvolta che alle chitarre pulite vengano aggiunti synth sornioni, diremmo che Southwark sia un brano dream-pop.

Yumi Zouma è una band che utilizza scenari del genere un po’ in tutta la sua produzione e nel mantra del ritornello “Sono imperfettamente tua” è racchiuso tutto un concentrato di malinconia inspiegabilmente euforica. Insomma questo è il dream-pop.

#8 Dehd – Loner

Metodo diverso di raccontare la malinconia è quello di sporcare le chitarre mischiandole a ritmi battenti cardiaci.

I Dehd con Loner sembra vogliano raccontare l’isolamento voluto, cercato e necessario di cui ogni singolo individuo che faccia parte di una band ha bisogno al termine di un lunghissimo tour. Il come essere soli, dopo una scarica di adrenalina costante, possa essere devastante e che l’unico modo per uscirne, a volte, sia tornare a quella normalità frenetica.

Notate una certa assonanza con la condizione individuale alle porte della Fase 2.5?

#9 BIRTHH – Yello/Concrete

In un periodo in cui la ricerca di certezze è alla base per una ripartenza più cautelata, eccone una piacevole conferma. Sì, perché BIRTHH (Alice Bisi) ci aveva già stupiti da giovanissima con l’album Born In The Woods fatto di combinazioni folk, jazz ed elettronica raffinata.

In Yello/Concrete la percezione è che BIRTHH abbia però messo da parte ciò che ascolta per valorizzare ciò che sente.

WHOA è l’album che racconta un viaggio, fatto di crescita ma allo stesso tempo di conferme. Non è l’album della maturità, perché di essere matura artisticamente ci era già stato fatto capire ampiamente. WHOA è semplicemente l’album di BIRTHH che rappresenta, per questo inizio 2020, la cosa migliore che un italiano sia riuscito a produrre in questo periodo.

#10 Four Tet – Baby

A non aver certo bisogno di confermarsi Kieran Hebden (meglio conosciuto come Four Tet). Tra i pochissimi artisti a garantire un’ottima produzione ad ogni uscita, pur non risultando mai scontato e superato.

La voce di Ellie Goulding è un sample perfetto per un brano semplice, diretto ma allo stesso tempo perfetto come Baby. Il decalogo di come non bisogni strafare per essere un gran produttore.

 

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