“Silk leaf”. Tradotto in italiano: foglia di seta. 

Un concetto cosí semplice ma allo stesso tempo cosí geniale, che ha garantito a Julian Melchiorri – inventore, biotecnologo, fondatore e CEO di Arborea – un posto nella lista de “i 30 imprenditori sociali under 30” stilata da Forbes nel 2017. 

Un nuovo frutto della tecnologia ambientale composto, appunto, da proteine della seta e gruppi di cellule vegetali contenenti clorofilla, per questo motivo  capace di svolgere la fotosintesi clorofiliana, e quindi assorbire anidride carbonica per trasformarla in ossigeno. Un’altra cosa che accomuna silk leaf alle piante che ci circondano  é il bisogno di acqua e luce per sopravvivere e per svolgere al meglio la sua missione. Inoltre, i cloroplasti che troviamo al suo interno possono produrre anche prodotti chimici e zuccheri utili a originare energia. 

La foglia di seta come nuova fonte di ossigeno

Il suo impiego quindi potrebbe essere sfruttato nelle megalopoli dove si verifica il maggior inquinamento atmosferico. Pensiamo, dunque, alla Cina e all’India che ospitano il 90% delle 200 città piú contaminate al mondo. Tra queste, vi é il Bangladesh, che “vanta” il primato del piú alto tasso di polveri sottili. 

Se ci spostiamo invece in Europa, nello stesso elenco troviamo, al 59esimo posto, il nostro Bel Paese. Dove, secondo l’Annuario dei dati ambientali, il bacino padano, prendendo in considerazione l’intero continente, risulta essere addirittura una delle aree in cui l’inquinamento atmosferico é piú elevato. Per ricordare quanto sia pericoloso tutto ció, riportiamo le parole di Stefan Reis, capo dell’area scentifica dell’Atmospheric Chemistry and Effects del Centre of Ecology and Hydrology, durante un’intervista a Focus: <<il particolato fine (ovvero l’insieme delle sostanze sospese in aria) è associato ad effetti cardiopolmonari, in quanto contribuisce alle patologie respiratorie e puó scatenare attacchi d’asma: infatti, le particelle piú sottili penetrano oltre i polmoni all’interno della circolazione sanguigna, dove contribuiscono alle malattie cardiache – e aggiunge – piú recentemente, l’esposizione all’inquinamento atmosferico in generale e al particolato nello specifico sono state associate a basso peso alla nascita, ad effetti sulla salute mentale, al diabete ed altre malattie>>. 

Non sappiamo se effettivamente Silk Leaf potrebbe rimediare a tutto ció, ma per fortuna la NASA ha già un piano B: vorrebbe infatti sfruttare la foglia di Melchiorri per allungare i viaggi spaziali atti a scovare nuovi pianeti abitabili. Il piú quotato per ora rimane Marte, per la presenza d’acqua già riscontrata in altre spedizioni, ma chissà cosa puó dirci il futuro. In ogni caso, o in questo, o in un altro mondo, ce la faremo. Grazie Julian.

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