Ebbene sì, dopo Tinder, Badoo, Lovoo, arriva Dating.

Cosa lo rende diverso dalle restanti app di incontri?

Semplice. Innanzitutto non è un’applicazione, ma una sezione di Facebook, questo vuol dire che è accessibile solo da lì, per giunta unicamente dallo smartphone.

Ha davvero una marcia in più, in genere quando si parla di questo mondo, le cose vanno sommariamente così: si compila una scheda anagrafica, si aggiungono gli interessi personali e/o una piccola presentazione, e l’algoritmo del sito a cui ci si registra mostra di seguito una serie di persone con cui si ha in comune qualcosa.

Per passare da un profilo all’altro, bisogna dare un feedback positivo o negativo all’utente proposto. Più o meno come quando tra i banchi di scuola si usava il famoso bigliettino con scritto “vuoi fidanzarti con me?” seguito dalle caselle “sì” e “no”. Ovviamente in questo caso, al “sì” non partono baci e abbracci nell’immediato, però se vi è una corrispondenza si può iniziare a parlare con chi si ha di fronte.

Con Dating si stravolge la gestione della privacy. Se prima si era esposti a tutti, ora si ha un pubblico leggermente limitato, a partire da chi è presente nella propria lista degli amici, che non saprà mai dell’utilizzo del nuovo servizio e non sarà mai suggerito come probabile partner.

Ma gli adepti di Zuckerberg ne sanno una più del divolo e hanno pensato anche a chi non ha il coraggio di dichiararsi, con la funzione “passioni segrete”, si ha la possibilità di pescare fino a 9 “crush” tra la gente con cui già abitualmente chattiamo. IL gioco poi non cambia, con un “no” si va avanti, ma con due “sì”, si avanza di livello. Che inizi la corsa al “match” perfetto allora, e non dimenticate di svelare i vostri progressi attraverso le stories!

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