“Cinquanta Spirito Italiano” rilancia l’essenza della mixology italiana ripartendo da sé stesso. Il bar campano sito per la precisione a Pagani, in provincia di Salerno, denuda la propria anima e la riveste prontamente. Le dona maggiore fluidità e un carattere fresco che intinge le proprie radici in acque – o meglio, alcolici – dalle essenze internazionali. Tutto questo arricchendo e non modificando il fuoco primordiale che arde nel suo nucleo.

Natale Palmieri, general manager del locale, espone i motivi di questo cambiamento radicale: “Il nostro menu cambia ogni volta che abbiamo nuove storie da raccontare e quando il nostro team sente l’esigenza di concentrarsi su un nuovo argomento. Con la prima drink-list abbiamo narrato gli anni ’50, per entrare nel mood del locale e spiegarne il suo concept; con la seconda drink-list abbiamo spostato l’attenzione sulle feste e i riti, che hanno trasformato il singolo in parte attiva di una comunità. Ora è giunto il momento di parlare dell’unica cosa che ci interessa veramente. Vogliamo parlarvi dei drink, delle loro storie, da dove vengono e perché sono arrivati fin qui, ma soprattutto vogliamo parlarvi delle persone dietro quei cocktail”.

Nasce così Spirito Liquido. Un menu decisamente inclusivo in cui convergono tutte le esperienze lavorative e personali dell’intero staff. Viaggi, tecniche tradizionali e sperimentali, ricette antiche e tendenze rivisitate, mix e remix. È nitido il messaggio che si legge tra le sfumature degli ingredienti che compongono la nuova offerta del “Cinquanta – Spirito Italiano”.

Alfonso Califano, il founder, anticipa già qualche chicca in attesa del lancio ufficiale della nuova drink-list che avverrà venerdì 31 marzo alla presenza della stampa e di diversi influencer:

“Come nostro solito, sebbene proiettati in uno stile internazionale, non dimentichiamo le nostre radici. Questo è il caso della Sangria Partenopea, drink inserito nella sezione intitolata Per niente classici. Natale Palmieri ha creato questo cocktail reinterpretando il binomio tra sangria ed il nostrano vino con la pesca. La base è Ketel One vodka, Mancino Vermouth Rosso, Vetz aperitivo e yogurt alla pesca. Nella sezione dei Classici dimenticati, invece, il nostro bar manager Matteo Pocai ha portato avanti una ricerca sui cocktail in disuso. Per il Knickerbocke si è deciso di variare la versione originale con un tocco che possiamo definire royal. Infatti alla ricetta che prevede l’uso di Santa Teresa 1796 rum, Orange curaçao, lamponi e lime, è stato aggiunto dello champagne”.

Spirito liquido è inoltre caratterizzato da un’intera area dedicata agli astemi e quindi ai cocktail analcolici. La creatività dello staff genera un’identità fluida dal nome Senza Spirito che apre le porte a nuovi sapori che siamo sicuri intrigheranno in realtà l’intera clientela. Addirittura è facile immaginare che se Piero Pelù in futuro, passando per via Trento in quel di Pagani, proverà il nuovo menu del Cinquanta potrebbe cambiare testo a un suo famoso brano. Avremo: “[..] Spirito liquido, sto contento quando mi parli dentro. Liquido Spirito sto contento quando mi balli dentro…”