Autostrada A3 Salerno- Reggio Calabria, uscita Campagna.

Qualche chilometro di curve tra natura e fiumi per raggiungere uno dei tanti paesini che gode della “protezione” dei Monti Alburni.

Foto da “La Piana Country House” – Controne (SA)

Una zona interna del Cilento ancora da scoprire del tutto che regala scorci e aree naturalistiche da far invidia alle più belle oasi.

Siamo a Controne, comune italiano in provincia di Salerno che conta circa 800 abitanti, confinante con la forse più nota Castelcivita per le sue grotte tra i complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale.

Alle porte del Parco nazionale del Cilento, Controne non solo regala bellezza naturale ma anche bontà come l’olio extravergine d’oliva.

Fagiolo di Controne, vera eccellenza gastronomica del comune degli Alburni

Ancor più noto però è il suo fagiolo.

Foto da “La Piana Country House” – Controne (SA)

La roccia degli Alburni, una stratificazione ricca di cartonati e non molto profonda distingue il terreno fresco e fertile e la presenza delle tante sorgenti acquifere  donano a questo prodotto le sue più rinomate qualità: buccia sottile e facilità di cottura.

Un fagiolo piccolo dai semi bianchissimi, di forma tondeggiante e leggermente ovoidale, senza macchie né occhi seminato nel mese di luglio e raccolto a novembre, queste le caratteristiche che lo rendono una eccellenza gastronomica ormai nota in tutta Italia.

Foto da “La Piana Country House” – Controne (SA)

Se doveste trovarvi in zona, non perdetevi la Sagra del Fagiolo di Controne alla fine di novembre, tra fuochi accesi, musica, vino e piatti tradizionali con il fagiolo ovviamente.

A Controne la produzione dei fagioli coinvolge molti abitanti, anche se sono in pochissimi ad avere una coltivazione estesa e di una certa entità, la conformità geografica della zona e la pendenza del territorio non lo permetterebbero.

Una vera perla degli Alburni, già presidio Slow Food grazie alle sue caratteristiche uniche.

I diciassette produttori che però già aderiscono al Presidio Slow Food assicurano pratiche di coltivazione ecocompatibili, con un valore naturalistico aggiunto quale il Parco del Cilento e Vallo del Diano.

I produttori hanno ottenuto una caratterizzazione agronomica, genetica e qualitativa del fagiolo ed individuato le tipologie migliori selezionatesi naturalmente nel tempo grazie alla collaborazione con l’Istituto Sperimentale per le Colture Industriali di Battipaglia.

Con queste motivazioni la fondazione Slow Food accetta nei suoi presìdi una vera perla – e per forma e per sapore – dei Monti Alburni.

Cosa manca al Fagiolo di Controne per ricevere il marchio IGP.

Sembrerebbe avere tutte le caratteristiche per ricevere un’altra importante attestazione, ovvero il marchioIGP( Indicazione Geografica Protetta attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’latra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata).

Per comprendere meglio il tutto ho chiesto parere allo chef e amico Eliseo Marciello de L’Agliara – Loncanda Urbana a Battipaglia (SA) che conosce bene quelle zone e nella sua cucina sono immancabili i prodotti locali trasformati e manipolati con amore e poesia solo come lui sa fare.

“ Il fagiolo di Controne risulta tale dal disciplinare SlowFood che oltre alla tecnica e alle dimensioni, delimita anche una determinata zona di produzione.

Quasi tutte le piante di fagioli della zona intorno a Controne sono coltivati allo stesso modo ma non rientrano nel territorio comunale. Ovviamente questo non significa che siano meno buoni.”

“La qualità del prodotto è legata ad una determinata zona geografica, ben definita. Quindi credo rientri tranquillamente.”

Chef Eliseo Marciello de L’Agliara – Locanda Urbana

Sempre seguendo il disciplinare SlowFood, la prima selezione avviene già all’interno di Controne selezionando solo quelli di una determinata dimensione. Quindi solo una piccola percentuale della produzione può essere marchiata SlowFood. Per questo alle volte troviamo anche una differenza di prezzo nonostante siano tutti Fagiolo di Controne.”

Insomma da quello che capiamo confini territoriali e dimensioni del baccello identificano i produttori che rientrano o meno nel presidio.

Quindi forse ci sarebbero tutti i requisiti per avere il marchio IGP.

“La qualità del prodotto è legata ad una determinata zona geografica, ben definita. Quindi credo rientri tranquillamente.”

Dall’alto della nostra ignoranza ci chiediamo allora come mai il marchio IGP non sia ancora arrivato. Eliseo fa una riflessione:

“Bisognerebbe chiedere ai produttori perché non hanno fatto richiesta al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. L’iter è simile al presidio SlowFood, bisogna fare istanza in forma associativa, seguire il disciplinare e attendere risposta”.

Se esista o meno una associazione di produttori a Controne che sia incaricata di presentare la domanda, noi non lo sappiamo.

Ci informeremo di sicuro ( aiutateci a saperne di più).

Certo è che una cosa resta: il fagiolo di Controne ha un sapore unico, estremamente versatile per gusto e caratteristiche.

“Io lo inserisco spesso in alcuni piatti sia di terra che in abbinamento a pesce” – ci svela Eliseo – “Ma per apprezzarlo al meglio opterei per una “zuppa”, passami il termine, giocando con le consistenze, tra il lasciarlo intero e la crema”.

Ci manda anche una foto lo chef de L’Agliara. Roba da far venir voglia di fagiolo anche alle 8 di mattina.

In attesa di saperne di più sul perché il fagiolo di Controne non sia ancora diventato IGP, noi ce ne godiamo il sapore e l’unicità.

Vi lascio anche una video ricetta che ho preparato qualche giorno fa.

Una pasta mista con funghi, crema di fagiolo di Controne e polvere di pomodoro secco.

Buona visione.

 

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