Dall’Italia al Brasile. La pizza doc di Daniele Branca conquista il sudamerica.

È sempre bello raccontare la realizzazione di un sogno. Il sogno americano, o meglio in questo caso Sud Americano.

È la storia di Daniele Branca, 39 anni di Battipaglia in provincia di Salerno, che circa 17 anni fa ha deciso di lasciare il Bel Paese per atterrare in Brasile.

“Quando ho scelto di andarmene ero molto giovane, avevo 23 anni. Nella nostra zona non c’erano molte opportunità di lavoro. Lavoravo a Paestum in quegli anni, aggiungendo qualche extra con i ricevimenti nei fine settimana. Ci fu poi un’offerta di lavoro in Brasile da parte di alcuni italiani che oggi ancora vivono qui. Dunque decisi di provare quell’esperienza e da allora non me ne sono più andato”.

Nasce cosi la storia di Daniele in Brasile, pizzaiolo e panificatore che porta cosi con se l’arte bianca nel paese sudamericano che attualmente vive a Guarantiguetà, una cittadina di 130mila abitanti che si posiziona tra le note San Paolo e Rio De Janeiro.

PAESTUM FORNERIA BAR tra cucina italiana e pizza doc

Esperienza e lavoro duro portano però all’apertura di una attività tutta sua PAESTUM FORNERIA, un locale che offre cucina tipica con forti tendenze italiane . Nel menu ci troverete ad esempio anche  fettuccine Alfredo mantecate direttamente nella forma di formaggio o ancora carbonara e agnello scottadito.

Ma in una offerta ben precisa Daniele col tempo è diventato vero maestro. Parliamo del prodotto culinario italiano più amato al mondo: la PIZZA.

“La prima pizza non si scorda mai” ci dice Daniele. “Era una classica margherita con tanti difetti e sopratutto poco rotonda”

“Oggi offro una pizza con un impasto contemporaneo ma con due tipi di misure. La 35 cm che viene mangiata da due o più persone anche a 2 gusti, cosi come vuole la tradizione brasiliana che non ho potuto fare a meno di mettere nel menù. E poi c’è la tradizionale pizza di circa 30 cm.”

Una pizza  contemporanea che strizza l’occhio alle abitudini brasiliane … ma non troppo.

La proposta di PAESTUM FORNERIA BAR è una pizza contemporanea che ovviamente ha dovuto adattarsi anche ad una serie di abitudini brasiliane come ad esempio la grandezza.
Italia e Brasile insieme? questa è la vera domanda che facciamo a Daniele.
Qual è la pizza che può essere considerata una vera fusion tra i due paesi?

“Partiamo da presupposto che non gradisco tantissimo il concetto di fusion, ma come ben immagini ci proviamo e continuiamo a provarci. Considera che la maggior parte di alimenti come legumi e ortaggi ci sono qui come in Italia. Chiaro che la qualità e il gusto sono completamente diversi. L’italia ha una biodiversità differente e superiore. Per esempio però ultimamente ho realizzato una pizza con la patata dolce rosa, molto utilizzata in Brasile, e la mozzarella di bufala. E devo dire che il risultato è stato davvero soddisfacente.”

“Il Made In Italy è ancora molto forte all’estero”

Ok Daniele, ora però siamo curiosi. Qual è la pizza preferita dai brasiliani, ovviamente nel tuo locale?

“Ce ne sono di varie, amate anche dai clienti che ci frequentano spesso. Ma di sicuro la combinazione che va per la meglio è Mozzarella di Bufala, Prosciutto Crudo, Rucola e Grana Padano”.

Viva l’Italia diremmo noi. I sapori ci sono tutti, i colori anche. Il Made In Italy è ancora molto forte all’esterno.

E questo ce lo conferma anche Daniele:

“ Le farine, l’olio e i pomodori che utilizzo sono assolutamente italiani e ci tengo ad usarli soprattutto perché ne conosco bene gusto e caratteristiche e sono molto diversi da quelli locali.
Per quanto riguarda invece altre materie prime e la mozzarella, ci sono produttori locali che riescono  a mantenere un buon rifornimento annuale. Ci sono prodotti di ottima qualità e di questo ne sono felice.”

Mozzarella di Battipaglia o Mozzarella brasiliana?


E se Daniele, nato e cresciuto a BATTIPAGLIA (SA), patria della mozzarella, ci assicura che ci sono anche in Brasile prodotti caseari di ottima qualità, noi non possiamo far altro che fidarci.

“Qui in zona ci sono tanti produttori di mozzarella di bufala. Anche di origini battipagliesi. La uso davvero tanto anche perché oltre ad alcune pizze, che antipasto sarebbe senza mozzarella”.

Diciassette anni in Brasile sono davvero tanti. Cosa ti manca di casa, ovviamente della tua casa italiana?

“Semplice. I miei affetti storici, le amicizie, la famiglia, ma soprattutto la cucina di Mamma”

Non toccate le cucine delle mamme. Sono sacre. Conveniamo con te Daniele.

Ma sappiamo che tra qualche giorno potrai riassaggiarla perché sarai in Italia per partecipare all’edizione 2021 del Campionato Nazionale Pizza Doc.

“I corsi dell’Accademia Nazionale Pizza DOC sono apprezzatissimi in tutto il Brasile”

“Il campionato sarà una bella occasione per tornare per qualche giorno e rivedere un pò tutti e far vedere ciò che so sulla pizza.
Collaboro con l’Accademia Nazionale Pizza Doc da circa un anno. Tengo corsi a nome dell’accademia in tutto il paese. Qui in Brasile il mondo della pizza è in continua evoluzione e sta crescendo sempre di più l’interesse nei confronti di una nuova concezione della pizza.

Sono tanti i brasiliani che partecipano ai corsi che tengo. Qui la pizza in realtà è sempre esistita, dai tempi dei primi italiani arrivati qui. Soltato che era un prodotto da un lato sottovalutato e dall’altro senza regola alcuna e soprattutto senza cultura.

Il lavoro che stiamo facendo con l’Accademia invece sta dando la possibilità di intendere il lavoro del pizzaiolo come una professione che necessita di tante competenze. Questo sempre per tiare fuori un prodotto pizza di qualità superiore. E devo dire la verità, stiamo lavorando davvero bene.”

Dall’Italia al Brasile è Pizza, ma dal Brasile all’Italia?

Facciamo un’ultima domanda a Daniele, sempre una curiosità.
Se  è vero che il format tutto italiano della Pizza ormai spopola in tutto il mondo, Brasile compreso, cosa invece porteresti qui in Italia da lì?

“La carne. In Brasile la carne è davvero buona. Sicuramente una Churrascaria di sole carni top andrebbe alla grande. Ma ho visto che il mercato si è mosso anche in questo senso.”

Grazie ancora Daniele, e che la tua pizza tricolore possa conquistare sempre di più il paese giallo oro.

Nel frattempo tanta BOA SORTE. Si dice cosi no!?

 

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