Diciamoci la verità, il vero profumo dell’autunno è quello delle castagne. Arrostite, semmai sulla brace, da mangiare calde una dietro l’altra scottando dita e tingendo di nero le mani. Ed è così che diventano caldarroste.

Il momento perfetto si concretizza con un calice di vino e un camino acceso. Di quelle esperienze che ti mette in pace col mondo intero e forse pure un po’ con te stesso.

Castagne di Montella IGP, Marrone del Mugello IGP, Marrone di Caprese Michelangelo, Marrone di Castel del Rio sono solo alcune delle varianti di un frutto che ha origini secolari, andando spesso a compensare la carenza di grano per la realizzazione di farina, tanto da guadagnarsi il nome di “albero del pane”.

Castagna e Marrone, la differenza.

In molti li accomunano erroneamente, anche se in realtà sono semplicemente parenti.

La castagna è il frutto che nasce in condizioni selvatiche per intenderci, nei boschi, sola e abbandonata.

Il marrone viene fuori nel tempo, frutto della necessità da parte dell’uomo di gestirne la coltivazione e di innesti su innesti su innesti che hanno portato a cambiarne le caratteristiche.

Senza farvi impazzire nelle differenze già alla loro nascita, dove nelle castagne il riccio contiene circa 7/8 frutti mentre nei marroni massimo 3, per farvi comprendere in maniera immediata la forte differenza tra i due basterà provare a sbucciarne una anche dopo averla arrostita. 

La pellicola che la riveste andrà via in un attimo se si tratta di marrone, sarà invece incastrata in ogni meandro del frutto e complicata da portar via se si tratta invece di castagna.

Nella forma e nel colore la castagna si presenterà più piccola, leggermente schiacciata e dal colore bruno intenso. Il marrone invece lo troverete grosso, tondo, pieno e dal colore leggermente più chiaro.

Non ultimo il gusto che vede la castagna forse leggermente meno saporita ma viene favorita a creme e farine a differenza del marrone che, grazie alle caratteristiche più zuccherine e croccanti viene preferito soprattutto per pasticceria. Pronti per un marron glacé?

Castagne e Marroni nelle ricette italiane.

Ma come ogni rubrica del giovedì che si rispetti, facciamo un giro per l’Italia alla scoperta di alcune ricette tipiche regionali che vedono come protagonista il frutto autunnale.

In Umbria potrebbero servirvi come dolce la Cassata di Castagne. Un mix di purea di castagne unite allo zucchero vanigliato, cacao, Rhum, rigorosamente mescolati con un cucchiaio di legno che finisce in uno stampino guarnito con panna, crema, ciliegie e frammenti di cioccolato, per finire in frigo a rassodare per almeno 4 ore. Da provare con il Vin Santo.

La fa più semplice il Piemonte che le propone al burro

Le castagne finiscono in casseruola con sale, zucchero e ricoperte d’acqua facendole bollire per almeno mezz’ora in modo che l’acqua si asciughi del tutto. 

Da servire con riccioli di burro. Dolce o antipasto? 

Le idee più chiare le hanno in Trentino-Alto Adige dove finiscono lessate nel latte caldo e passate al setaccio.

Montate in una ciotola ampia il burro e i tuorli, poi la pura di castagne e per ultimo lo zucchero, alla fine gli albumi, il tutto rigorosamente in questo ordine. 

Il composto finisce in forno, spolverato poi da zucchero a velo e in tavola ancora caldo.

In Toscana qualcuno ha azzardato e tirato fuori una torta rustica.  Saltati gli spinaci e lessate le patate, diventano tutt’uno con le uova, il formaggio grattugiato, sale, pepe e un filo d’olio. La pasta sfoglia avvolgerà il tutto prima di finire in forno.

E voi? quale ricetta dolce o salata conoscete con le castagne?

Io nel frattempo accendo il camino e verso del vino, che arrostite regalano sempre grandi soddisfazioni.

Stagionalità 

OTTOBRE – NOVEMBRE – DICEMBRE

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