Sono comodo sul mio letto, sto già pensando a che grande lunedì mi aspetterà all’indomani. Giro in rete e su instagram mi si palesa il video di una scena di due ragazzi di Torre del Greco (Na), che rincorrono e prendono a calci una ragazza transgender, mentre dall’altra parte gli abilissimi “video maker”, impavidi nel riprendere una scena così riprovevole, se la ridono. Che gran “figata”, penso! La scienza mi ha dato nuovamente riprova di essere strumento di analisi impeccabile. Infatti lo diceva Albert Einstein: “ due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sulla prima ho ancora dei dubbi”.

Pare si chiami Carla, me lo scrive su whatsapp Daniela Lourdes Falanga, presidente Arcigay Napoli, la contatto subito dopo aver visto il video: “Caro in questo momento sono con Carla ed è un momento molto sensibile, sentiamoci domattina”. Ho i brividi per tutto il corpo, i fatti di Caivano relativi a Maria Paola Gaglione non sono serviti, mi chiedo. Ho il dubbio ci sia qualcosa di perverso, in questa nuova splendida società contemporanea, neanche nel Medioevo probabilmente l’omosessualità era vittima di atti di immoralità così atroci.

Me ne vergogno anche io, me ne vergogno di farne parte della società dello sviluppo, della nuova era, di quella che ha sostituito con le macchine le braccia degli uomini, di quella che ha aumentato il profitto, di quella che ci consente tutto, ma che con brutalità ci leva tutto, anche le nostre coscienze.

Ho il dubbio, ho il presentimento che non vi meritiate, che non ci meritiamo neanche che qualcuno ne scriva. Neanche che qualcuno ci dia attenzione, perché è così altamente assurdo anche farlo. Perché qualcuno dovrebbe difendere la sessualità di un altro? Che bisogno c’è? La sessualità è una cosa personale, è una cosa intima, è un fatto che riguarda noi stessi.

E invece? E invece mi sono arreso dinanzi a voi ancora una volta. Mi avete stupito ancora, siete stati eccezionali come al solito. Non ho perso la pazienza con voi, e con lo spirito del docente quale sono, ve lo ripeterò nuovamente.

Daniela Lourdes Falanga, Presidente Arcigay Napoli

Chiedo ausilio a Daniela Lourdes Falanga (sopracitata), icona dei diritti gay e prima donna transgender ad essere eletta Presidente dell’Arcigay Napoli.

Cosa non hanno insegnato i fatti di Maria Paola Gaglione?  Non posso credere la colpa sia solo di tre/quattro imbecilli ed un cellulare.

I fatti di Caivano hanno chiarito sul piano nazionale quello che è la violenza declinata, nella maniera in cui si vuol sapere o si conosce poco. I problemi reali non sono evidenti, ma si sviluppano in spazi chiusi, e ambienti domestici. Il covid ci ha presentato quale fosse la questione. Napoli ha aperto spazi per accogliere persone che in questo periodo avessero subito violenze di genere. Ci sono associazioni che fanno da antenna su dinamiche e questioni Lgbt, ma negli spazi lontani della provincia questo non avviene. Nelle abitazioni tante ragazze sono tenute a tacere su quelle che sono le proprie peculiarità sessuali, il coming out può avere riscontri disastrosi e violenti. La violenza si attua in vari modi, con silenzio, violenza e assoggettamento. É nostro dovere tenere gli occhi aperti sugli spazi lontani delle metropoli. A Caivano, infatti, è venuto fuori che una ragazza fosse uccisa per un amore ritenuto insano.

Dai diciamola tutta Daniela, quanto vi tutela poco questo Stato e questa società, oggi?  Perdonami, ma mi è difficile credere sui passi in avanti fatti.

Io credo molto nei passi in avanti fatti. Oggi c’è tanta gente e tante associazioni che si occupano  di definire nuovi spazi di tutela. Ma c’è ancora da fare tanto sul piano istituzionale. Abbiamo bisogno di norme. La legge sulla omolesbobtransfobia (così detta Legge Zan) dovrebbe essere tutelata affinchè passi in maniera definitiva, qui si fa un’analisi chiara sulle questioni chiave della comunità lgbt. In questo momento non avere norme che tutelino in maniera equa tutti i cittadini, significa avere un vuoto istituzionale. Lo Stato non è in grado di affrontare le necessità e le peculiarità dei cittadini tutti. E vuol dire non rimandare pari diritti. Si dà voce a quell’ambito della politica che noi definiamo “populista”, che dice che le leggi contro la violenza già ci sono e sono attuabili. Mentre non si vuole sottolineare che leggi di questo tipo vanno a dettagliare la violenza, a declinare in che modo la violenza prende piede e in che modo nasce. Dobbiamo sottolineare che qualsiasi cittadino e cittadina gay, lesbica, trans, bisessuale, non binaria, viene intercettato come tale e per questa ragione violato.

 

Cosa ci puoi dire della ragazza? C’è qualcosa che veramente ti ha colpito nel tuo stare vicino a lei?

Ho incontrato ieri Carla, ma non era la prima volta. L’ho già incontrata in diversi ambiti esistenziali, dove è stata da me ampiamente supportata. Ma adesso abbiamo il dovere di cambiare e di fare in modo che l’area geografica in cui si sposta, lei vive e gode e desidera godere del suo quotidiano, abbia consapevolezza della sua persona, la includa e la coinvolga. Non è solo attenzione alla cronaca e i fatti di violenza, ma bisogna strutturare il sociale che le ruota intorno. Dare gli strumenti affinchè Carla abbia una vita serena.

 

Immagini e servizio Ottochannel

 

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