L’ordinanza del 16 maggio ha stabilito in maniera definitiva le linee guida per lo svolgimento dell’esame di maturità 2020. L’esame si svolgerà in presenza, in totale sicurezza, attraverso un maxi colloquio orale della durata massima di 60 minuti.

La commissione sarà composta da 6 membri interni e un presidente esterno e saranno convocati 5 maturandi al giorno. Studenti, docenti e accompagnatori dovranno firmare un’autodichiarazione sulle loro condizioni di salute.

Chiarite le modalità di svolgimento della maturità, dopo le varie testimonianze dei maturandi , che ci hanno accompagnato per diverse settimane, mi è sembrato doveroso chiudere la nostra rubrica Covid prima degli esami con la testimonianza di un docente.

Il Coronavirus ha stravolto completamente il modo di vivere la scuola e la didattica. Non solo i ragazzi ma anche gli insegnanti hanno dovuto adeguarsi ai cambiamenti, non senza difficoltà a volte anche maggiori dei loro studenti. E proprio i loro studenti, spesso e volentieri, sono stati di grande aiuto e supporto.

Per certi aspetti, la distanza ha rafforzato ancor più i legami e si è creato forse un rapporto più paritario tra docenti e studenti. Una sorta di reazione di doppio scambio in cui anche i ragazzi hanno avuto modo di insegnare qualcosa ai loro professori, non solo in termini pratici, legati soprattutto al mondo del computer, ma anche in termini di coraggio e determinazione.

La professoressa Elvira Cantalupo, docente di inglese presso il Liceo Scientifico “E.Medi” indirizzo linguistico di Battipaglia, ha raccolto il mio invito ed ha scritto una lettera a cuore aperto a suoi alunni del quinto anno.

 

Ai miei alunni della classe VB linguistico del Liceo Medi

Hi guys” ,” ’morning teacher “.

“Si, così ci salutavamo i primi giorni di scuola di 5 anni fa. Entusiasti, emozionati, desiderosi di dare il meglio di voi stessi nel nuovo corso di studi, scelto con la determinata consapevolezza di consolidare la conoscenza delle lingue.

 Cosi, col passare del tempo, siamo arrivati all’inizio di questo anno scolastico, il quinto. L’anno dell’esame di Stato, il temuto esame di Stato.

 Il commissario di inglese sarà esterno o interno? Ci saranno di nuovo le buste?

 Abbiamo  cominciato a lavorare su macro argomenti interdisciplinari, ci siamo esercitati sulle prove Invalsi, il tutto corredato da quella sana ansia che contraddistingue l’alunno del quinto anno.

Poi…beh, le nostre certezze sono crollate. Causa Coronavirus è arrivata la DAD, silenziosa, prepotente.

“E come faremo a sviluppare gli argomenti del programma?” si chiede Federica. “Come comunicheremo?” aggiunge Maria.

Whatsapp ci viene incontro ed è stato l’onnipresente testimone dei molteplici messaggi inoltrati a qualsiasi ora del giorno. Ma non è un canale ufficiale.

La nostra Super Dirigente ci abilita su classroom, la classe virtuale. Come forsennati inviamo links, video, creiamo compiti, li restituiamo. E voi lì, diligenti ed attivi. Non vi siete scoraggiati. La resilienza, questo termine così alla moda, vi appartiene.

Chiara mi chiede: “Sono arrivati i miei compiti?”, PierFrancesco mi invia messaggi vocali per fugare dubbi. Insaf  mi invia un interessante PowerPoint.

Scopro di essere diventata più abile nell’uso del computer. Ho dovuto.

Ricordate quando Simone mi aiutava nella presentazione di slides?  Ma ,a dire il vero, i momenti più intimi, a volte anche esilaranti, sono state le video lezioni. Sono entrata, mio malgrado ,nelle vostre case. Ho conosciuto il cagnolino di Paola, il fratello di Simone, la cameretta di Elena.

La Prof Elvira Cantalupo.

Le video lezioni…Intimo a Marco di accendere la telecamera, lui mi risponde che ha pochi giga; interpellata, Rosa mi scrive sulla chat che il suo microfono non funziona, Giulia entra ma si disconnette, poi entra di nuovo.

 “Oh my God”, esclamereste.

Ecco che arriva la bozza dell’ordinanza dell’esame di Stato. Esame di Stato in presenza, 5 fasi, niente scritti. E i dettagli? Sempre più disorientati, voi mendicate chiarezze.

 Francesca sobbalza: “E il nostro lavoro multidisciplinare?” “No, ragazzi. Si inizia con un elaborato”.

 Work in progress. Ma…ce la faremo… Si, ce la farete. Tutti.

Di questi lunghi 5 anni sono certa che porterò nel mio cuore le mie e vostre preoccupazioni, trepidazioni, ma anche i tanti bei momenti, che definirei quasi privati, che abbiamo condiviso.

 Vi auguro di conservare la grinta, il coraggio che avete espresso in questi lunghissimi tre mesi”.

“Non mollate mai. Vi adoro”.

La vostra Prof. di Inglese

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