Clio Evans è una donna e un’artista dalle mille risorse, versatile  dinamica e intraprendente. Sul suo profilo Instagram si definisce Actress, Writer, Teacher, Lifelover.

Fascino mediterraneo, sguardo profondo e un sorriso che ammalia. La sua è una bellezza prorompente ma al contempo delicata, raffinata, direi, di altri tempi.

Classe 1981, subito dopo il liceo classico, Clio si diploma a Roma come stilista di moda professionale. Nel 2015 si è laureata con lode in Lingue e Culture straniere e parla perfettamente greco, inglese, portoghese e ovviamente italiano.

In realtà Clio ha origini miste. È nata a Roma, da madre greca e padre inglese. “Le mie origini miste mi rendono una contraddizione vivente! Da un lato vorrei piangere, urlare e gridare al mondo i miei pensieri più reconditi (come si farebbe nella tragedia greca!). Dall’altro comprimo, conservo, tengo, mantengo e non lascio trapelare granché delle mie emozioni (tipico di un inglese DOC!)”.

Clio Evans – Photo Credit Raffaello Smiraglia

Sempre vivo è stato in lei il fuoco sacro della recitazione che l’ha portata a dedicarsi con fervente ardore alla sua passione, arrivando, dopo intensi studi, a calcare numerosi palcoscenici sia in Italia che all’estero.

Le chiedo quando ha sentito dentro di lei di voler diventare un’attrice: “Ho avuto sin da piccola qualcosa dentro di me che mi proiettava in quel mondo ma la vera scintilla è scattata ben più avanti quando dopo un serio problema di salute, nel 2004, ero al cinema a vedere “L’ultimo Samurai” con Tom Cruise e all’improvviso mi sono detta convinta VOGLIO DIVENTARE UN’ATTRICE!”.

Mi dice che essere un attore significa sempre sacrificio perchè“ oltre al profondo impegno che richiede l’immedesimazione nella vita di qualcun altro da sé, è un lavoro fatto di attese ed incertezze, soprattutto lontano dallo showbusiness americano”.

Oltre che al teatro, Clio ha avuto diverse esperienze anche al cinema.

Mi incuriosisce sapere se esistono sostanziali differenze tra l’approccio attoriale al cinema rispetto al teatro.

In base alla mia esperienza la differenza è sostanziale laddove nel teatro la responsabilità aumenta perché nessuno può gridare “STOP” dando la possibilità di ripetere.

 È come se si avessero più poteri: c’è naturalmente spazio per un’improvvisazione, quando un collega può avere un vuoto di memoria o quando un cellulare comincia a suonare in platea, ma si sente senza dubbio il ticchettio della vita reale che va avanti e degli sguardi vivi degli spettatori che sono lì per te e che ti stanno dedicando il loro tempo e che possono quindi facilmente distrarsi pensando alla cena. In un certo senso è tutto nelle tue mani. Mai annoiare!

Con i colleghi e con il regista fra prove e spettacoli in genere si instaura un rapporto che nel cinema, per via del poco tempo a disposizione, è più difficile raggiungere.

 Inoltre nel cinema è come essere l’anello di una grossa e ben fatta catena che si muove con te e per te, dai parrucchieri ai cameraman, dai produttori esecutivi alle comparse e anche se il tempo è preziosissimo è sempre considerato un margine di errore.

 È molto importante infatti, quando arriva il momento di girare, essere ben concentrati.

Si può sempre dare un’occhiata al copione fra uno stop e l’altro, cosa impossibile sul palco dove serve una gran dose di fosforo per tenere a mente pagine e pagine di copione”.

Altro aspetto dell’essere attore che mi ha sempre incuriosito è capire quanto di sé, della propria vita, delle proprie esperienze ed emozioni si conserva nel momento in cui entra in un’altra storia, nella parte di un personaggio.

Personalmente ogni volta che interpreto un ruolo porto molto di me nel personaggio. Un esempio eclatante è Wanda che era diventata il mio alter ego praticamente”.

Wanda è una delle protagoniste dello spettacolo teatrale “Dignità autonome di prostituzione”, del regista, drammaturgo e attore Luciano Melchionna, tratto dall’omonimo format dell’attrice, autrice e dialoghista Betta Cianchini e dello stesso Melchionna.

Clio Evans – Dignità autonome di prostituzione – Photo credit Luca Brunetti

Ed è proprio Luciano Melchionna a definire Dignità autonome di prostituzione un “bordello“, una “casa chiusa” dell’arte.

Gli attori si presentano come prostitute alla mercé dello spettatore/cliente di turno che con dei dollarini, denaro locale ricevuto con il biglietto di ingresso, contratta una prestazione con un attore scelto.

Al termine della contrattazione il cliente si allontana con l’attore e con altri clienti in luoghi specifici del teatro, dove potrà godere di una o più “pillole di Piacere“: monologhi o performances del teatro classico e contemporaneo.

Wanda è la ninfomane tenutaria della casa chiusa. E proprio Wanda, racconta Clio, è il personaggio che più le è rimasto attaccato alla pelle

“Naturalmente perché l’ho interpretato per dieci anni a teatro. Wanda era la colonna portante di Dignità Autonome di Prostituzione ”.

Clio Evans – Photo Credit Luca Brunetti

Oggi le donne sono sempre più chiamate ad essere ‘multitasking’ e Clio Evans rispecchia appieno questa immagine e questa “nuova frontiera” dell’essere donna.

Oltre ad essere un’attrice e una perfmormer, Clio è una grande appassionata di yoga, fitness e jogging e ha studiato danza del ventre. Clio inoltre ha dato vita a una rubrica web su YouTubeTuareg In Sud – La Cultura col Rossetto” in cui parla di cultura greca in modo leggero e ironico con pillole di 3 minuti ciascuna.

Ero arrivata in Salento da poco. Non ero ancora sposata con mio marito Lele, Salentino d’eccellenza, e quando lui partiva in tour mi trovavo sola a casa. Pericolo! Ho preso il cellulare, un’idea, una bambolina, Lulù, e ho creato quel canale tutta da sola. Volevo parlare della mitologia greca in modo leggero e divertente. All’inizio è andata piuttosto bene ma poi mi sono resa conto che se volevo andare avanti dovevo creare una squadra e accelerare ogni cosa. Tutto intorno a me correva quindi l’ho messo in stand-by e chissà se un giorno lo rivisiterò con uno spirito più innovativo”.

Ma Clio è anche una moglie e una madre. Il 16 ottobre 2017 Clio ha sposato a Leros, in Grecia, EmanueleLeleSpedicato, chitarrista dei Negramaro. Nel 2018 è nato il loro primo figlio Ianko.

In questo ultimo anno ho scoperto di avere super poteri, non l’avrei mai detto! A volte trascuro l’essere donna e attrice e a volte le altre due ma comunque riesco a fare tutto. C’è da dire che mi sono presa una piccola pausa dal palcoscenico in attesa di nuove ispirazioni”.

Clio Evans – Photo Credit Fabio Lovino

A Clio chiedo come ha trascorso i mesi in quarantena.

Oltre alla preoccupazione e all’angoscia ogni volta che vedevo il telegiornale, la quarantena l’ho vissuta bene. Mi sono presa il tempo per recuperare il rapporto con nostro figlio Ianko iniziato nel caos e grazie alla mia amica che vive a Dubai abbiamo iniziato una challenge e ci siamo allenate tutti i giorni via wtsp. Ah! Ho cucinato qualunque cosa”.

Nel generale clima di ripresa di tutte le attività dopo il lockdown, è stata stabilita anche la riapertura di cinema e teatri, ma anche spettacoli e concerti prevista per il 15 giugno.

Ovviamente le regole da osservare saranno diverse: dai posti contingentati, al distanziamento non solo tra il pubblico ma anche tra gli artisti; dall’utilizzo di mascherine, alla misurazione della temperatura. Chiedo a Clio cosa pensa rispetto al cambiamento del mondo dello spettacolo e della cultura in generale post Covid-19.

Questa domanda mi mette un po’ in crisi perché mi rendo conto che mi turba pensarci. Io spero che non sia davvero cambiato tutto come dicono. Io spero che torneremo ad assembrarci nei teatri, ai concerti, ai raduni. L’uomo ha bisogno dell’arte e del mondo dello spettacolo e lo dimostra il fatto che quasi tutti i sorrisi in questi mesi ce li hanno strappati gli artisti, gli attori e i musicisti”.

Ultima domanda riguarda i suoi progetti futuri:

Per adesso mi sto dedicando alla scrittura e mi piace da morire. Lo adoro. Nello specifico sto scrivendo un libro che dovrebbe uscire più avanti. Non vedo l’ora di sapere cosa ne penserete!”.

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