A Napoli, questa sera alle 20:30, verrà inaugurata “Najm. Stelle, terrazze, cortili e giardini“, una kermesse di matrice artistico-colturale che prevede mostre espositive, installazioni, talk e reading. Come suggerisce il nome si terrà in diverse zone della città: le terrazze e i giardini dell’Hotel Costantinopoli, il cortile principale di Palazzo Serra e, infine, il terrazzo della Galleria D.A.F.NA. Per l’occasione ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con il suo curatore, Luigi Nicolais, che alle mie domande ha risposto così:

 

Perchè “Najm”? Cosa vuol dire?

In lingua araba significa “stella”. Il principio base è proprio quello di guardare al cielo e ai grandi spazi in generale dove poi si incontra un nuovo modo di esprimere l’arte. Questo, per esempio, accadrà nei pressi dell’Hotel Costantinopoli, dove gli artisti dell’Associazione Plart hanno creato delle strutture che un po’ sostengono e un po’ riproducono la volta celeste.

 

Da dove nasce l’idea del progetto?

Con la venuta del Covid-19 e le misure atte a contrastarlo si è pensato che anche i luoghi dove si fa cultura debbano avere una diversa modalità di funzionare. Gli spazi non possono essere più limitati.  E da qui è stata concepita in maniera quasi spontanea.

 

Ha riscontrato delle difficoltà nell’organizzazione dell’evento?

Pochissime. Tutti si sono mostrati molto interessati.

 

Cosa si prova ad essere il supervisore di un qualcosa che porta nuovi concept in un posto come Napoli, dove l’antichità e la tradizione la fanno da padrone?

Ti dirò, in realtà non vanno in contrasto, anzi. Molto spesso mettere insieme il passato e il futuro è un modo molto efficace per stimolare il pensiero delle persone. Se si guardano solo le bellezze artistiche delle epoche romane, greche, del medioevo e via dicendo, in effetti, si può conoscere cosa è successo a quei tempi e scoprire anche qualcosa in più di noi. In una città come questa che è veramente ricca di storia introducendo dei concetti artistici moderni ottieni un contrasto che non stride, ma aggiunge.

 

A cosa aspira con “Najm”?

Vorrei che le persone respirino la cultura in maniera diretta e continua senza la preoccupazione di stare troppo vicini agli altri, permettendo loro quindi di mettere un attimo in stand-by la pandemia.

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