La rivoluzione delle serie tv? Le eroine del terzo millennio. Né docili madri né spalle, ora le protagoniste sono donne vere!

Donne consapevoli, pretenziose, tormentate e razionali. In questi ultimi anni le serie tv stanno dando voce a figure femminili totalmente assenti nelle fiabe e nei romanzi della cultura patriarcale. Un piccolo segnale, questo, che i tempi sono cambiati e che nulla tornerà come prima.

Il piccolo schermo è testimone dei cambiamenti delle nuove eroine che hanno subito un’evoluzione, passando dalla fintissima Donna bionica alla complessa ma quanto mai vera Annalise Keating.

Le donne in tv oggi sono figure vulnerabili e imperfette che emergono finalmente nella propria diversità e nella loro complessità, rappresentando lo specchio della nostra società parlandoci, attraverso le loro storie, della necessità di costruire finalmente un mondo paritario.

Dopo tanti anni, infatti, le donne lottano ancora per far rispettare i loro diritti e la loro libertà.

Dagli scioperi delle operaie statunitensi nei primi anni del ‘900 fino al movimento del “Me too”, sono stati innegabili i passi avanti fatti che hanno permesso all’universo femminile di diventare più consapevole e ambizioso, così da scorgere l’opportunità di vivere in un mondo migliore.

Una vera e propria rivendicazione sociale, come ci insegnano Lila e Lenù, le protagoniste della saga de “L’amica geniale“, la fiction Rai tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, che ci mostrano quanta fatica è necessaria per riscattarsi e quanto sia più facile farlo con un’amica al proprio  fianco.

Sono donne “normali” quelle delle nuove fiction che, proprio come le donne della vita vera, hanno il diritto di accedere a tutte le professioni: questori, chirurghi, poliziotti o carabinieri.

In queste storie le protagoniste provengono da diversi ceti sociali e livelli di carriera ma, che siano imprenditrici o casalinghe, regine o commesse, il comune denominatore di tutte è quello di possedere una grande forza interiore per mettersi in gioco con coraggio e, alla fine, avere successo.

Inutile precisare che il lieto fine, prima di arrivare, sia costantemente impervio dalle difficoltà che la vita e la società circostante, maschilista e piena di pregiudizi, mettono davanti.

Proprio come ci insegna Game Of Thrones, in cui Cersei Lannister si riprende, con tanto di interessi, la vendetta per la famigerata “walk of shame” mentre Daenerys Targaryen ottiene finalmente navi e nuovi alleati per la conquista dei Sette Regni. Come dimenticare un’altra protagonista di questa serie tv della HBO, Sansa Stark che, vittima di violenze, sconfigge crudelmente e brutalmente il proprio carnefice meritandosi di diritto il premio di paladina di questa nuova figura femminile che si rifiuta di interpretare ancora la donzella che ha bisogno di esser salvata.

In passato, infatti, i personaggi femminili sono sempre stati disegnati in maniera semplicistica, relegati in ruoli di madri sempre presenti e docili. Oggi, sicuramente grazie ad una continua lotta per l’emancipazione femminile e per la parità di genere, il piccolo schermo ci presenta personaggi di rilievo con donne protagoniste di storie dedicate completamente al loro percorso di autorealizzazione, sia personale che lavorativo, capaci di diventare modelli di ispirazione per le generazioni presenti e future.

Uno scatto d’orgoglio, quindi, che è anche spia di un cambiamento nella sensibilità del pubblico, sempre pià alla ricerca di storie in cui le donne accantonano il ruolo di madre o di spalla, per prendersi saldamente il centro della scena.

Né è capofila una delle eroine del momento, Beth Harmon, la “regina degli scacchi”. La protagonista della pluripremiata serie Netflix è una giovane ribelle, affascinante più che bella, tormentata ed insicura che trova la sua rivalsa nel gioco degli scacchi senza lasciarsi scalfire dalla feroce competizione con una lunga schiera di uomini che, gara dopo gara, sconfigge ad ogni partita.

Non ci resta che prendere atto che l’industria cinematografica e televisiva oggi si stiano aprendo a nuove opportunità che porteranno senz’altro all’indipendenza delle donne e alla loro crescente forza nel settore permettendo, oltretutto, anche alle attrici di non essere più vittime della loro stessa bellezza e fragilità.

Eroine del terzo millennio, quindi, fatevi avanti!

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