Fa sempre un po’ effetto ritrovarsi di fronte a storie di italiani che sono riusciti ad affermarsi all’estero, come se suonasse quasi strano che un nostro connazionale possa realizzarsi al di fuori dei confini nazionali, soprattutto in ambiti che appaiono nell’immaginario collettivo come universi irraggiungibili ed esclusivi.

Probabilmente questo è legato ad una certa tendenza esterofila che storicamente sembra caratterizzare la visione dell’Italiano medio, in particolare quell’ammirazione smodata verso il modello USA che appare ancora oggi come una sorta di El Dorado, una terra da sogno.

Il divismo americano, nato con l’affermazione di Hollywood, ha contribuito a questa visione generale che, nonostante le dovute eccezioni e sebbene anche il modello americano abbia mostrato le sue falle e per certi aspetti la sua insostenibilità, risulta ancora molto forte.

Se appare innegabile che in alcune nazioni ci siano spesso condizioni diverse rispetto al nostro Paese, che garantiscono maggiori opportunità e maggiore tutela, è però altrettanto vero che il talento italiano non può assolutamente essere messo in discussione.

In tutti gli ambiti, dalla ricerca medica al campo tecnologico ed informatico, dalla moda alla cucina, dallo sport alla cultura, il ‘Made in Italy’ risulta essere vincente, per l’abilità, la competenza, la creatività e il genio che ci contraddistinguono.

Le eccellenze italiane devono essere riconosciute e valorizzate sicuramente a livello politico ma anche a livello collettivo. Dovremmo essere un popolo molto più consapevole ed orgoglioso e molto meno stupito dei nostri talenti.

Per questo ho deciso di raccontare la storia di un’eccellenza nostrana, quella di Emanuela Lupacchino, anche in occasione, proprio in questi giorni, dell’anniversario del suo decimo anno di carriera.

La storia di Emanuela Lupacchino

Emanuela è una ragazza italiana che, in senso quasi letterale, ha acquisito dei superpoteri. Quella della Lupacchino è, infatti, una delle matite più importanti nel panorama del fumetto ‘supereroistico’, tanto da diventare, da qualche anno, la disegnatrice ufficiale di Wonder Woman per la DC Comics 

Il suo è un percorso artistico di tutto rispetto. Emanuela ha seguito il corso di fumetto presso la Scuola Internazionale di Comics. Prima di tuffarsi nel mondo del fumetto americano, ha avuto diverse esperienze sia in Italia che in Francia. Ha lavorato alla realizzazione di manuali di giochi di ruolo, come character designer e come illustratrice. Il suo primo incarico americano è stato per la IDW, dove ha lavorato su AngelStar Trek.

La sua passione per i supereroi l’ha porta presto alla Marvel Comics, dove si è regolarmente dedicata alla serie di X-Factor, sulle sceneggiature del grande Peter David, per intenderci lo sceneggiatore dell’Incredibile Hulk.

Negli anni di collaborazione con la Marvel si è dedicata anche all’elaborazione della graphic novel Castle, ispirata all’omonima serie tv, e ad alcuni numeri di Thor Ghost Rider. Parallelamente ha realizzato brevi storie per antologie DCannuals e speciali.  Dopo svariati lavori e collaborazioni, Emanuela ha deciso di dedicarsi definitivamente alla DC, entrando a far parte del nuovo team creativo di Supergirl. Nel 2017 poi la DC ha annunciato l’ingresso di Emanuela Lupacchino come disegnatrice nel team ufficiale di Wonder Woman.

Da grande appassionato di fumetti e supereroi, intervistarla è per me davvero un grande onore e la prima cosa che le chiedo è come sia iniziato il suo percorso artistico:

“Ho sempre disegnato. Era un’attività sempre presente nelle mie giornate, fin da bambina. A 25 anni ho deciso di intraprendere un percorso di studi per la formazione artistica ed ho scelto di frequentare una scuola di fumetti”.

 

Da biotecnologa a disegnatrice

Eppure la vita di Emanuela sembrava inizialmente destinata ad altro. Dopo essersi laureata a pieni voti, la Lupacchino intraprende una brillante carriera universitaria come biotecnologa. Ma ben presto la sua passione smodata per tavole e colori ha preso il sopravvento.

Tuttavia sono molto interessato al suo punto di vista sul mondo della ricerca in Italia, che è fortemente e tristemente penalizzato:

 “E’ un tasto dolente del nostro Paese.  Nel settore della ricerca ci sono troppe cose che ancora non vanno. Non si dà spazio e credito ai giovani (un ricercatore ha mediamente più di 28 anni) che anche se molto formati vengono impiegati come factotum per le cose più disparate. I progetti di ricerca non garantiscono continuità. C’è moltissima, troppa raccomandazione e perdiamo molte risorse valide. È un settore in cui si arranca per sopravvivere. I più fortunati hanno trovato stabilità all’estero o hanno cambiato lavoro ”.

In questo periodo di grande emergenza, provocata dalla diffusione del Covid-19, medici ed infermieri hanno lavorato senza sosta e sono spesso stati definiti come veri e propri supereroi in mascherina. Chiedo quindi ad Emanuela cosa ne pensa e soprattutto chi sono per lei gli eroi nella vita di tutti i giorni:

Identifico gli eroi in quelle persone che fanno qualcosa per aiutare qualcuno in situazioni in cui nessun altro lo fa. Pensiamo sempre all’eroe come qualcuno che salva vite, ma i veri eroi sono anche le persone che con piccole cose migliorano il nostro mondo, persone che intervengono laddove ce ne sia bisogno, senza che ne abbiano l’obbligo o gli venga richiesto. Chi ha il coraggio di fare un passo avanti dalla prima linea quando tutti rimangono indietro: quello è un eroe. Tutti noi possiamo esserlo”.

Ritornando invece al mondo del fumetto, chiedo ad Emanuela se ha riscontrato differenze sostanziali tra l’approccio italiano rispetto a quello francese e quello americano, e, come mi spiega, la differenza fondamentale sta nei ritmi di produzione.

 “ Gli Stati Uniti sono un mercato dove la produzione è molto veloce, seriale. I ritmi di lavoro sono sostenuti e molto regolari. In Francia c’è un mercato diverso: per la maggior parte i fumetti vengono pubblicati in volumi molto curati, la cui produzione è relativamente lunga e minuziosa. Il formato è più grande e la composizione delle tavole più ricca di vignette. Lo storytelling nel mercato statunitense è principalmente dinamico, esplosivo, cinematografico e sempre di grande impatto. Nel mercato francese lo storytelling è più rilassato, lascia molto spazio all’ambientazione e prevale la minuziosità del dettaglio e la ricerca della giusta atmosfera”.

Il ruolo delle donne nel fumetto

Per anni la convinzione predominante è stata quella per cui il fumetto non sarebbe ‘roba per ragazze’ e molto si è discusso anche sul tema sessismo nel mondo del fumetto sotto diversi punti di vista: sia per la tendenza a definizioni di genere del tipo ‘ fumetti al femminile’, sia per la ridotta presenza rispetto a quella maschile di cosiddette ‘quote rosa’ che ha generato anche veri e propri atti di rivolta da parte delle autrici, sia per la caratterizzazione delle eroine e dei personaggi femminili in generale.

Eppure il creatore di Wonder Woman, lo psicologo William Moulton Martson era un teorico del femminismo e affermò che il personaggio di Wonder Woman, oltre al fascino, dovesse avere la stessa forza di Superman anche per mostrare alle ragazze di essere in grado di fare qualsiasi cosa.

Secondo Emanuela, spesso in articoli ed interviste sul fumetto si cerca di evidenziare la tendenza degli ultimi anni a dare più spazio alle donne, sia in termini artistici che in fatto di personaggi, e a creare quote rosa per facilitare la presenza femminile in ambiti principalmente maschili.

A me piace pensare che le donne negli ultimi decenni hanno intrapreso un percorso personale fatto di formazione, ambizione, sogni, aspirazioni e obiettivi che le hanno portate a raggiungere il posto in cui si trovano. Non ci è stato fatto spazio ma abbiamo dimostrato le nostre capacità, ne abbiamo ricavato talenti,  arrivando ad occupare spazi prima unicamente maschili. Per riuscire dobbiamo ancora faticare il doppio. C’è ancora molto da fare”.

L’evoluzione di Wonder Woman nel tempo

Anche per la caratterizzazione dei personaggi femminili, spiega, ci sono continue evoluzioni, in linea con i tempi.

Ovviamente i cambiamenti nella caratterizzazione e negli stili di un personaggio, dipendono anche dalla matita che gli dà vita. Rispetto a Wonder Woman, ad esempio, Emanuela mi spiega come oltre all’apparenza fisica di Diana, che si è evoluta per rispecchiare un’immagine moderna ed in linea con il tempo in cui veniva rappresentata, la supereroina si è evoluta anche per mano dell’artista che l’ha disegnata.

“Le rappresentazioni più iconiche di Diana, sono il frutto di questi due fattori combinati che hanno dato una sorta di eternità ad ognuna delle sue versioni. Jose Garcia Lopez, George Perez, Alex Toth, solo per citarne alcuni, ci hanno regalato delle immagini del personaggio con uno stile così peculiare che rimarrà eterno”.

Le Action Figures delle Bombshell e di Poison Ivy & Harley Quinn

Le action figures di Poison Ivy & Harley Quinn disegnate da Emanuela Lupacchino

Altro momento incredibilmente alto della sua carriera, come mi dice, è stato la realizzazione dei disegni per le action figures prima dei busti delle Bombshell (Wonder Woman, Supergirl Mera) e più recentemente di Poison Ivy e Harley Quinn.

“Ho sempre sognato di poter lavorare in questo settore. Sono un’appassionata di collezionismo e action figures e lavorare su questi progetti mi ha regalato una gioia enorme. Ho anche imparato molte cose nuove. Il processo creativo è diverso dal fumetto ed ha arricchito le mie capacità artistiche”.

La sua esperienza in Medio Oriente

 Emanuela inoltre si è dedicata anche ai disegni dei personaggi nel parco DC per il Comicon di Dubai di quest’anno.

Wonder Woman disegnata da Emanuela Lupacchino, illumina il Burj Khalifa di Dubai

“Per due anni e mezzo sono stata impegnata nella realizzazione dei verticali (le immagini che compaiono sulle mura e nelle attrazioni) del parco a tema Warner Bros di Abu Dhabi.

È stato un progetto molto ambizioso e anche difficile perché unico nel suo genere. Ho curato tutte le immagini che nel parco rappresentano la DC comics e i suoi principali supereroi, sia per le mura che per attrazioni tematiche. Molte immagini sono state utilizzate per il merchandaising del parco. Visitarlo in occasione del MEFCC di Dubai è stata un’emozione unica. Alcuni dei miei disegni hanno illuminato il Burj Khalifa di Dubai durante l’inaugurazione e per me assistere al lavoro compiuto è stato meravigoso ”.

 

 

La matita della  Lupacchino nelle serie TV

Piccola chicca sul suo lavoro: qualche tempo fa in un episodio della celebre serie TV The Big Bang Theory, serie che ha dato nuova dignità al mondo nerd, in uno scaffale della famosa fumetteria di Stuart è apparsa una copertina di Emanuela. Come racconta, negli ultimi anni ha avuto più volte il piacere di vedere il suo lavoro anche in TV. Non solo la copertina di Supergirl in Big Bang Theory, ma anche la graphic novel Marvel di Castle (in un episodio Nathan Fillion mostra una copia del fumetto disegnato da Emanuela).

Sono piccoli dettagli che regalano grandi gioie. Sono un po’ pietre miliari che mostrano i frutti del proprio lavoro e dei propri sacrifici negli anni. È molto gratificante per me”.

La copertina di Supergirl apparsa in un episodio di Big Bang Theory

Rispetto ai nerd, Emanuela li descrive come persone spesso invisibili agli occhi della gente ‘comune’  “ma dice– io trovo che siano persone dotate di una grande intelligenza, mosse da una grande passione e dedizione. Nel corso degli anni mi hanno regalato molti sorrisi ed emozioni indimenticabili. Sono persone molto sensibili e generose” .

Un’ultima domanda mi sembra doverosa.

Se ti dicessi ‘disegnare è..’ come continueresti la frase?

“ l’unica via per fare tutto ciò che mi pare”.

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