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Frollatura del pesce. Cos’è e come avviene.

Non solo carni. Il metodo della frollatura arriva anche per il pesce.

Sembra essere la nuova frontiera del trattamento del prodotto ittico.
Ma andiamo per ordine.

Cosa significa FROLLATURA ?

Parliamo di una pratica davvero antica, un processo di invecchiamento della carne che ha un due obiettivi ben precisi: renderla più tenera e ricca di sapore.

Tecnicamente il processo, che viene effettuato in celle frigorifere a temperatura ed uminità estremamente costante e controllata, consente agli enzimi di agire sui tessuti, frammentare dunque il collagene e permettere il rilassamento delle fibre muscolari irrigidite in seguito alla morte dell’animale.

Per intenderci, mangiare un muscolo di un animale sarebbe opera ardua se non con preparazioni a lunga cottura. Dunque in questo caso il processo di frollatura renderà la carne estremamente più tenera e dunque adatta ad una cottura ad esempio alla brace.

È chiaro che il processo, e quindi il tempo, influenza la carne nella consistenza ma anche nel gusto, rendendolo molto più intenso.

Quali sono i tempi di frollatura.

Il tempo di frollatura varia a seconda della tipologia di animale e di carne e può arrivare fino ad 80 giorni. Sarà certo di fondamentale importanza per frollature lunghe, la qualità dell’alimentazione dell’animale.

Ma se la frollatura della carne può durate anche 80 giorni, vale lo stesso anche per il pesce?
Ci hanno sempre insegnato che il pesce dopo 3 giorni puzza, qui invece si parla di conservarlo molto più a lungo.

Sembra invece che la frollatura stia diventando la nuova frontiera di conservazione del pesce.

Ma cosa succede al pesce che segue tale processo?

Frollatura del pesce. Cos’è e come avviene.

Prima di tutto si asciuga, ma non si secca. Cambia inoltre struttura come per le carni poiché gli enzimi rilassano i muscoli irrigiditi durante e dopo la pesca. Il cambiamento di colori, che tende al cubo e ossidato è un’altra caratteristica del processo che incide anche sul sapore che diventa decisamente più aromatico donando al prodotto intensità e profondità.

Parliamo quindi di un metodo che possa permettere di conservare il pesce ed averlo non crudo ma nemmeno fresco, una strada decisamente alternativa al classico sottovuoto o surgelato.

Ed è cosi che il pesce diventa un vero e proprio stagionato, trasformandosi a volte a seconda della fantasia dello chef, in mortadella di tonno, salami di salmone, etc.

Presupposto però fondamentale per la frollatura del pesce è il suo processo di lavorazione: le sue parti deperibili devono essere immediatamente eliminate, tenerlo lontano da fonti di idratazione come acqua o ghiaccio per evitare la proliferazione batterica ed ultimo ma non ultimo, assicurarsi che il prodotto sia di qualità ed abbia una filiera davvero controllata.

Il consiglio è di provarlo. Il suo sapore farà ricredere anche quelli più scettici. Il rivoluzionario metodo di maturazione dry age ha regalato un modo nuovo (almeno per l’ultima epoca) di gustare il pesce.

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E’ “domani” il tema della XXVI edizione del Linea d’Ombra Festival

Il Linea D’Ombra Festival torna in presenza.

La kermesse salernitana dedicata all’arte cinematografica apre i battenti della XXVI edizione con un tema che riflette i giorni bui della pandemia visti attraverso un occhio di speranza: il domani. 

“Domani sembra incarnare meglio il senso di qualcosa che non è ancora, ma che ci indica anche dove dobbiamo posare lo sguardo una volta lasciateci alle spalle le macerie di un mondo segnato dalla tragedia della pandemia. Da un lato Domani ci costringe a considerare dove siamo ancora, dall’altro indica una prospettiva verso cui muovere per conservare, certo, ma anche per cambiare, se possibile, radicalmente.”, è quanto dichiarano Giuseppe D’Antonio e Boris Sollazzo (rispettivamente il presidente e il direttore artistico del festival), in merito al nucleo principale dell’edizione di quest’anno.

Il Linea D’Ombra è una fenice pronta a rinascere dalle ceneri per dare il benvenuto al nuovo e il bentornato a chi da sempre è con lei. Una fenice che saggiamente decide comunque di non abbandonare lo streaming e che dà, perciò, l’opportunità di seguire proiezioni e incontri pure da casa tramite la pagina ufficiale Facebook e la piattaforma Netfest.

Il 23 ottobre segna sul calendario l’inizio del Festival. Niccolò Ammaniti, moderato da Boris Sollazzo, parlerà della sua carriera di scrittore e regista. 

Il 24 ottobre, invece, interverrà Roberto Andò prossimamente al cinema con Il bambino nascosto. A seguire, ci sarà il concerto per corpo, voce e strumento, Pari Intervallo, una produzione Borderlinedanza con le coreografie e la regia di Claudio Malangone. Le musiche di Vivaldi, Bach e Cortini accompagnano i movimenti specchio di chi guarda.

Il 25 ottobre, il Linea D’Ombra ospiterà Valeria Golino, attrice e regista internazionale.

Il 26 ottobre, ci sarà la proiezione di Così è (o mi pare) Pirandello VR, dove il protagonista Elio Germano racconta il grande scrittore utilizzando la tecnologia avanzata della realtà virtuale. 

Il 27 ottobre si presterà a momenti di grandi riflessioni sul cinema italiano. Ospiti: Giovanni De Luna, autore del saggio Cinema Italia, e Mario Martone, regista del biopic di Eduardo Scarpetta Qui rido io. In serata, Marco Messina e Sasha Ricci sonorizzeranno in diretta La jetée di Chris Marker, e Viaggio sulla luna di George Melies.

Il 28 ottobre sarà un giorno che si potrebbe definire “di presentazioni”. La platea vedrà: la prima parte de L’Atlante delle Meraviglie della Manganelli, dedicato al primo concerto brandeburghese di Bach e, a seguire, una sua versione jazz; Egoisti, la cui voce narrante, Stefano Accorsi, descriverà le esperienze nei teatri di crisi degli operatori sanitari di Medici senza Frontiere, e infine, Diego De Silva, che con il Trio Malinconico racconterà a tempo di jazz le avventure dell’avvocato omonimo, interpretato per l’occasione da Massimiliano Gallo, protagonista della serie che andrà in onda all’inizio del 2022. Quello di De Silva è un nome che si ripete nell’arco della giornata. Sarà proiettato, infatti, anche un corto in cui lo ammireremo nei panni di sceneggiatore, Questo è l’anello, che rappresenta la prima coproduzione di Linea d’Ombra con Hobos Factory nata dal Progetto Una Banca di racconti.

Il 29 ottobre sarà il turno di parlare con Diego De Silvia e il leader del Movimento delle Sardine del tema di questa XXVI edizione: il domani. Questo stesso argomento verrà affrontato in un secondo momento con i The Jackal che introdurranno anche la tradizionale maratona notturna del festival. A proposito, quest’ultima ruoterà intorno alla fantascienza. 

L’indomani sarà di chiusura. Si assisterà alla cerimonia dei premi, e all’anteprima di “I nostri fantasmi” film di Alessandro Capitani, il cui personaggio principale, interpretato da Michele Riondino, scaccia i fantasmi di un recente passato per guardare con grande ottimismo sempre al domani.

Un’esperienza simile la auguriamo a Patrick Zaki, la persona a cui è dedicata l’intera kermesse di quest’anno. Un’altra fenice di cui attendiamo la gioiosa rinascita.

Linea d’Ombra Festival XXVI edizione è un’iniziativa promossa dall’Associazione SalernoInFestival e realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura, della Regione Campania con la Film Commission Regione Campania, del Comune di Salerno. Main Sponsor: Fondazione Cassa Rurale Battipaglia – Banca Campania Centro, Nexsoft S.p.A. Altro ente sostenitore: Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana. Altri sponsor: Allianz Salerno Mare – Mario Parrilli srl, Rotary Salerno Rotary Salerno 1949 a.f.

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“Il Mio San Marzano”, come si esalta il re dei pomodori

Successo confermato per l’attesissimo “Il Mio San Marzano”, promosso da Solania srl in la collaborazione con Perrella srl, tenutosi a Nocera Inferiore lo scorso 18 ottobre presso lo stabilimento aziendale di Fosso Imperatore.

L’evento, presentato dalla nota conduttrice RAI Veronica Maya, è iniziato con il suggello dell’intesa per la valorizzazione del San Marzano tra i 3 istituti scolastici del territorio, ovvero l’I.S. Striano Terzigno, l’Istituto di Istruzione superiore di Nocera Inferiore “Domenico Rea” e l’ I.P.S.S.E.O.A. di Pagani “Marco Pittoni”.

“L’accordo mette nero su bianco la convergenza degli interessi tra le parti, indicando una comune linea d’azione volta alla valorizzazione del territorio, partendo da uno dei suoi prodotti d’eccellenza: il pomodoro San Marzano” ha affermato Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania srl.

La serata è poi proseguita con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti al direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, il professor Antonio Limone, per l’impegno nella difesa delle produzioni agricole campane esportate in tutto il mondo grazie all’impegno del QR Code, e al Magnifico Rettore dell’Università di Napoli Federico II, il professore Matteo Lorito, per l’impegno profuso nella ricerca volta alla valorizzazione delle produzioni agricole e al miglioramento dei processi produttivi delle eccellenze campane.

Terzo momento dell’evento, la consegna delle targhe al merito ai contadini e ai conferitori, veri artefici del miracolo de “Il Mio San Marzano”.

Spunto di fervide discussioni, il collegamento live con i distributori dei prodotti Solania di Giappone, USA, Australia ed Inghilterra i quali hanno acceso importanti riflessioni sui mercati esteri.

Infine, il percorso culinario è stato sviluppato dalle osterie del territorio Slow Food, I Sarrasti e Famiglia Principe, che hanno deliziato ospiti e operatori dell’informazione con piatti a base di San Marzano.

Alla presenza dei curatori della classifica più ambita dell’arte bianca 50TopPizza, Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere, decine e decine di pizzaioli, clienti dell’azienda provenienti da tutto lo Stivale, si sono alternati nella realizzazione di pizze a base di San Marzano capitanati dal brand ambassador di Solania Francesco Martucci, reduce dal successo del primo posto della classifica 50TopPizza, e da Diego Vitagliano e Giuseppe Pignalosa, rispettivamente 2° posto e pizzeria eccellente 2021.

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Le eroine del terzo millenio guidano le serie Tv

La rivoluzione delle serie tv? Le eroine del terzo millennio. Né docili madri né spalle, ora le protagoniste sono donne vere!

Donne consapevoli, pretenziose, tormentate e razionali. In questi ultimi anni le serie tv stanno dando voce a figure femminili totalmente assenti nelle fiabe e nei romanzi della cultura patriarcale. Un piccolo segnale, questo, che i tempi sono cambiati e che nulla tornerà come prima.

Il piccolo schermo è testimone dei cambiamenti delle nuove eroine che hanno subito un’evoluzione, passando dalla fintissima Donna bionica alla complessa ma quanto mai vera Annalise Keating.

Le donne in tv oggi sono figure vulnerabili e imperfette che emergono finalmente nella propria diversità e nella loro complessità, rappresentando lo specchio della nostra società parlandoci, attraverso le loro storie, della necessità di costruire finalmente un mondo paritario.

Dopo tanti anni, infatti, le donne lottano ancora per far rispettare i loro diritti e la loro libertà.

Dagli scioperi delle operaie statunitensi nei primi anni del ‘900 fino al movimento del “Me too”, sono stati innegabili i passi avanti fatti che hanno permesso all’universo femminile di diventare più consapevole e ambizioso, così da scorgere l’opportunità di vivere in un mondo migliore.

Una vera e propria rivendicazione sociale, come ci insegnano Lila e Lenù, le protagoniste della saga de “L’amica geniale“, la fiction Rai tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, che ci mostrano quanta fatica è necessaria per riscattarsi e quanto sia più facile farlo con un’amica al proprio  fianco.

Sono donne “normali” quelle delle nuove fiction che, proprio come le donne della vita vera, hanno il diritto di accedere a tutte le professioni: questori, chirurghi, poliziotti o carabinieri.

In queste storie le protagoniste provengono da diversi ceti sociali e livelli di carriera ma, che siano imprenditrici o casalinghe, regine o commesse, il comune denominatore di tutte è quello di possedere una grande forza interiore per mettersi in gioco con coraggio e, alla fine, avere successo.

Inutile precisare che il lieto fine, prima di arrivare, sia costantemente impervio dalle difficoltà che la vita e la società circostante, maschilista e piena di pregiudizi, mettono davanti.

Proprio come ci insegna Game Of Thrones, in cui Cersei Lannister si riprende, con tanto di interessi, la vendetta per la famigerata “walk of shame” mentre Daenerys Targaryen ottiene finalmente navi e nuovi alleati per la conquista dei Sette Regni. Come dimenticare un’altra protagonista di questa serie tv della HBO, Sansa Stark che, vittima di violenze, sconfigge crudelmente e brutalmente il proprio carnefice meritandosi di diritto il premio di paladina di questa nuova figura femminile che si rifiuta di interpretare ancora la donzella che ha bisogno di esser salvata.

In passato, infatti, i personaggi femminili sono sempre stati disegnati in maniera semplicistica, relegati in ruoli di madri sempre presenti e docili. Oggi, sicuramente grazie ad una continua lotta per l’emancipazione femminile e per la parità di genere, il piccolo schermo ci presenta personaggi di rilievo con donne protagoniste di storie dedicate completamente al loro percorso di autorealizzazione, sia personale che lavorativo, capaci di diventare modelli di ispirazione per le generazioni presenti e future.

Uno scatto d’orgoglio, quindi, che è anche spia di un cambiamento nella sensibilità del pubblico, sempre pià alla ricerca di storie in cui le donne accantonano il ruolo di madre o di spalla, per prendersi saldamente il centro della scena.

Né è capofila una delle eroine del momento, Beth Harmon, la “regina degli scacchi”. La protagonista della pluripremiata serie Netflix è una giovane ribelle, affascinante più che bella, tormentata ed insicura che trova la sua rivalsa nel gioco degli scacchi senza lasciarsi scalfire dalla feroce competizione con una lunga schiera di uomini che, gara dopo gara, sconfigge ad ogni partita.

Non ci resta che prendere atto che l’industria cinematografica e televisiva oggi si stiano aprendo a nuove opportunità che porteranno senz’altro all’indipendenza delle donne e alla loro crescente forza nel settore permettendo, oltretutto, anche alle attrici di non essere più vittime della loro stessa bellezza e fragilità.

Eroine del terzo millennio, quindi, fatevi avanti!

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La “Confidenza” secondo Domenico Starnone

“Confidenza” di Domenico Starnone racconta l’inadeguatezza di essere se stessi

Il titolo è la chiave del romanzo non perché Starnone alla fine ci svela il misterioso segreto, non è nel suo stile, ma perché ci invoglia a leggere tra le righe le intimità dei pensieri dei personaggi raccontanti nella storia.

Nella parola “confidenza”, infatti, sono racchiuse le relazioni umane che formano la trama: tra Pietro e Teresa, tra Pietro e Nadia, ma soprattutto tra Pietro e se stesso. Tre personaggi che risultano essere vittime, e al tempo stesso carnefici, dei medesimi avvenimenti trovandosi, loro malgrado, legati da un filo rosso che si rivelerà essere fatto di ferro, capace di lacerare la carne al primo passo falso.

«Teresa avanzò con cautela una proposta, disse: facciamo che io ti racconto un mio segreto così orribile che nemmeno tra me e me ho mai provato a raccontarmelo, e tu però me ne devi confidare uno equivalente, qualcosa che se si sapesse ti distruggerebbe per sempre».

Il libro narra la storia di Pietro che in gioventù racconta un segreto scabroso a Teresa, sua ex alunna e donna di cui è innamorato, pur di stare insieme per sempre. Ma, non solo la loro storia d’amore poco dopo naufragherà terribilmente, traballerà anche la nuova vita che Pietro si costruirà.

Nonostante un matrimonio con la collega Nadia, tre figli e una carriera di successo, la confidenza raccontata diversi anni prima a Teresa sarà sempre pronta ad interrompere l’evoluzione di Pietro, a seminare il panico ed a riportarlo indietro nel passato, impedendogli di fare quel passetto nel futuro che sperava.

“Confidenza” racconta, dunque, la storia di un uomo inadeguato a se stesso e alle proprie ambizioni, esasperato dalla sua voglia di essere perfetto, brillante, amato, mai giudicabile, che, in quel piccolo segreto e in quel legame mai sciolto con il suo ex amore, nasconde tutta la sua pochezza e quella parte segreta di sé che fatica ad accettare.

«Così mi ero abituato a un precario equilibrio tra ciò che avrei voluto essere – ineccepibile appunto – e la rassegnazione all’inadeguatezza».

Starnone, come sempre, attraverso una storia apparentemente piccolissima, riesce a raccontare la realtà di tutti noi mostrando, grazie al suo stile unico, asciutto e diretto, tutta la precarietà, le illusioni, le fragilità e le meschinità dell’animo umano.

Leggendo questo libro, è inevitabile non domandarsi quanto sia importante l’idea di noi stessi che diamo agli altri e quanto il pensiero della propria reputazione sia capace di cambiarci, plasmarci nelle decisioni e nelle azioni.

Anche quelle più insignificanti.

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Campionato Nazionale Pizza DOC, arriva la settima edizione

Lunedì 8 e martedì 9 novembre 2021 torna il Campionato Nazionale Pizza DOC dopo la sosta causata dall’emergenza Covid-19.

L’edizione della ripartenza per il settore, in totale sicurezza, si terrà all’interno degli spazi del parco acquatico Isola Verde della Costa Sud di Salerno, sito in via Lago Trasimeno a Pontecagnano Faiano.

 Organizzata da “Accademia Nazionale Pizza DOC” di Antonio Giaccoli, la settima kermesse dedicata al mondo pizza è destinata a rilanciare l’intero settore.

 

Partner dell’evento saranno aziende leader del settore, ovvero: Molino Caputo, Latteria Sorrentina, Jamonita, Sapori di Napoli, Workline – Divise & Divise, Mecnosud, Caldo Pellet, Carbone Conserve, Sacar Forni, Forni Reppuccia, Cantine Mediterranee e Pelati Ciao e tante altre aziende che andranno a coprire l’area EXPO allestita per l’occasione.

Per i vincitori delle varie categorie della settima edizione del Campionato Nazionale Pizza Doc ci sarà in palio un montepremi pari a 5000 euro in prodotti e servizi offerti dagli sponsor mentre il vincitore assoluto diventerà testimonial per un anno della Accademia Nazionale Pizza DOC.

Molto attesi anche i “Pizza DOC Awards”, i riconoscimenti alle personalità di tutto il mondo pizza che si sono contraddistinte nell’anno, che saranno assegnati nella serata di martedì 9 novembre dopo le premiazioni del Campionato. A presentare la kermesse sarà Beppe Convertini, volto di punta delle trasmissioni di Rai 1, assieme a Ilaria Cuomo, giornalista e speaker radiofonica.

Durante la cerimonia, inoltre, saranno raccolti fondi per “La stanza di Tobia”, il progetto di beneficenza realizzato dalla Accademia Nazionale Pizza DOC in collaborazione con l’ARLI – Associazione Regionale Leucemie Infantili che mette a disposizione gratuitamente un appartamento per le famiglie dei piccoli pazienti ricoverati all’ospedale “Santobono – Pausillipon” di Napoli.

Per quanto riguarda la settima edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC, invece, saranno più di 100 tra giornalisti, food blogger, influencer, maestri pizzaioli e chef si accomoderanno in giuria per valutare le oltre 1000 pizze sfornate in due giorni di gara.

Presidente di giuria sarà la giornalista Antonella Amodio, vero riferimento per il settore food & beverage.

La voce del campionato sarà Dino Della Porta, storico vocalist e speaker radiofonico campano, accompagnato da Ilaria Cuomo, mentre gli approfondimenti tecnici e culinari saranno affrontati sul canale YouFood Tv con la voce de “La cucina del Presidente”, ovvero il food blogger Luca Fresolone.

Ospiti d’onore della kermesse saranno personalità di spicco dell’universo food e pizza in particolare, come Gabriele Bonci, Salvatore Lioniello, Vincenzo Capuano, Vincenzo Fotia, Raffaele Bonetta, e tanti altri testimonial del settore.

Direttore tecnico della gara sarà Marco Di Pasquale, maestro pizzaiolo coadiuvato dai docenti della Accademia Nazionale Pizza DOC.

Per evitare di influenzare le votazioni, anche alla settima edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC i giudici non vedranno chi elabora il prodotto prima di aver votato la pizza. Al via del direttore di gara, il pizzaiolo avrà a disposizione 5 minuti per preparare la sua pizza, dopodiché essa verrà mostrata alla giuria da nostri collaboratori. I giudici assegneranno un punteggio da 50 a 100, basando la loro valutazione su tre principi: Gusto, Cottura e Aspetto. Il voto rimarrà segreto.

Possono partecipare tutti i pizzaioli/le che abbiano compiuto 16 anni di età. Ben 11 le categorie a cui possono iscriversi i partecipanti della settima edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC:

  • Pizza Classica, ovvero la pizza specialità del concorrente;
  • Pizza Margherita DOC, anche senza rispettare il disciplinare STG;
  • Pizza Contemporanea, realizzata con tutte le moderne tecniche di impasto;
  • Pizza in Teglia, ovvero la classica pizza a fette;
  • Pizza in Pala;
  • Pinsa Romana;
  • Pizza senza Glutine;
  • Pizza Dessert;
  • Pizza Gourmet;
  • Pizza Fritta;
  • Fritti, ovvero le 3 tipologie di fritto classico e contemporaneo come il crocchè di patate, arancino e frittatina di pasta.

Ben 4, invece, le categorie di abilità per i concorrenti, ovvero:

  • Pizza più larga;
  • Free style;
  • Pizza più veloce;
  • Categoria Juniores con il premio “Marco Agnello”, riservata agli iscritti di età compresa tra i 16 ed i 21 anni, salvo esplicita richiesta del concorrente di partecipare anche alle categorie adulte.

Il Campione Nazionale Pizza DOC 2021 sarà proclamato durante la cerimonia dei “Pizza DOC Awards” e sarà scelto tra il primo classificato della pizza classica, della pizza margherita e della pizza contemporanea, in funzione di chi ottiene il punteggio più alto.

Poi saranno assegnati: il premio “Pizza DOC in the World” riservato al miglior pizzaiolo concorrente nel Mondo; “Miglior Pizzaiola DOC 2021” alla migliore concorrente pizzaiola; il “Premio Giudici di Forno”, ovvero il premio della critica; il “Premio FoodBlogger” e il “Premio Stampa”, assegnati rispettivamente ai concorrenti che hanno ricevuto più voti da influencer e giornalisti.

Ancora pochi i posti disponibili per partecipare al sesto Campionato Nazionale Pizza DOC e scoprire chi sarà l’erede di Gennaro Cirelli, vincitore della sesta edizione nell’ormai lontano 2019.

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Pino Marino e Carmelo Pipitone dei “Marta sui Tubi” giovedì 21 e sabato 23 ottobre live al “Cinquanta – Spirito Italiano”

Giovedì 21 e sabat0 23 ottobre 2 grandi appuntamenti con la musica live al “Cinquanta – Spirito Italiano”, in via Trento a Pagani (SA).

Con il supporto di BUH Concerti e BTL Prod e la mediapartnership di Booonzo.it, giovedì 21 ottobre salirà sul palco del cocktail bar all’italiana il cantautore Pino Marino, mentre sabato 23 ottobre sarà il turno di Carmelo Pipitone, chitarrista e fondatore dei “Marta sui Tubi”.  

Per il suo ventennale discografico, Pino Marino porterà in scena al “Cinquanta” il suo  “Tilt”. Un album che vede collaborazione con prestigiosi ospiti: Tosca canta “Roma bella”, canzone per lei scritta in questa occasione; Ginevra Di Marco duetta con Pino in “Maddalena”; Vinicio Marchioni, l’attore conosciuto per l’interpretazione del “Freddo” in Romanzo Criminale – La Serie, a suo modo ricuce e interpreta tutti i Tilt apparsi in queste canzoni, nella traccia di chiusura che porta il nome dell’album.

Pino Marino è in attività professionale dalla metà degli anni ’90. È del 1996 la sua prima apparizione sanremese come autore in collaborazione con il compositore Maurizio Fabrizio, che in carriera aveva già scritto canzoni come “Almeno tu nell’universo” per Mia Martini, e l’editore Giancarlo Lucariello. Pino Marino, già co-fondatore dell’Associazione Apollo 11 e de L’Orchestra di Piazza Vittorio, è considerato fra i più attivi protagonisti della scena culturale romana e nazionale, che per anni ha avuto modo di studiare, sperimentare, accogliere ed esportare decine e decine di produzioni musicali e teatrali, partendo dallo Spazio per le Arti libere Angelo Mai di Roma, di cui è co-fondatore.

Autore negli anni per vari colleghi fra i quali Niccolò Fabi e Nicki Nicolai & Stefano Di Battista Jazz Quartet, collabora in varie produzioni di spettacoli ed eventi culturali con Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e tanti altri colleghi della scena nazionale.  Già autore e regista di spettacoli musicali e teatrali come “E l’inizio arrivò in coda”, portato in scena con il già citato Daniele Silvestri nel 2012 in una lunga tournee nazionale, oggi lavora in connubio con l’attore e regista Vinicio Marchioni. Dal loro sodalizio nascono “Uno Zio Vanja”, ricontestualizzazione dell’opera di Cechov, in tournee dal 2017 al 2019, il film “Il terremoto di Vanja” e “I soliti Ignoti”, la prima realizzazione teatrale dell’omonimo film di Mario Monicelli  in tournee 2020/2021.

Sabato 23 ottobre, invece, grande attesa per Carmelo Pipitone, chitarrista e cofondatore del gruppo Marta sui Tubi e membro delle band O.R.K. e Dunk. Musicista dalla creatività instancabile e dalla grande originalità compositiva, Carmelo Pipitone ha fatto della potenza del suono e di un linguaggio ossimorico e viscerale i suoi marchi di fabbrica. 

Carmelo Pipitone nasce a Marsala nel 1978. Proprio in Sicilia inizia a partecipare a diversi progetti musicali, uno su tutti i R.Y.M. Si sposta a Bologna nel 2001 e con Giovanni Gulino forma i Marta Sui Tubi, progetto che lo vedrà impegnato per 15 anni, tra dischi e un’intensa attività live collezionando affollatissime date in tutta la penisola e all’estero. Con i Marta sui Tubi ha pubblicato 6 album in studio e ha collezionato preziose collaborazioni con artisti del calibro di Lucio Dalla, Franco Battiato, Enrico Ruggeri e tappe importanti come il Primo Maggio a Roma, Italia Wave prima dei Placebo, le apparizioni legata alla fiction “Romanzo Criminale” e le prestigiose partecipazioni alla trasmissione “Che Tempo Che Fa”.

Nel 2009 Carmelo Pipitone riceve il Premio Insound come migliore chitarrista acustico. Partecipano al Festival di Sanremo 2013 nella categoria “Big” con due brani “Dispari” e “Vorrei”, duettando, nella serata dedicata ai brani storici, con Antonella Ruggiero. Nel 2014 contribuisce alla formazione della superband O.R.K. con Lorenzo Esposito  Fornasari(Hypersomniac, Bersèk) voci e tastiere, Carmelo Pipitone alle chitarre, Colin Edwin (Porcupine Tree) al basso e Pat Mastelotto (King Crimson) alla batteria. Band tutt’ora attiva.

Nell’estate del 2017 inizia a suonare con i Dunk (Ettore, Marco Giuradei e Luca Ferrari dei Verdena) e anche questa collaborazione gli permette di andare in tour per i Club e Festival d’Italia per tutto il 2018.

Giovedì 28 ottobre molto attesa anche la performance dei The Rivati, venerdì 30 ottobre toccherà al rapper Aserto mentre per la notte di Halloween grande spazio al djset della napoletana Irene Ferrara. 

 Una programmazione potente ed esaltante per un cocktail bar poliedrico, dove poter trascorrere tutte le fasi della giornata, dalla colazione al dopo cena con un servizio professionale in un ambiente casual, informale.

Ma soprattutto è un progetto giovane pensato da giovani. L’obiettivo è quello di rendere innovativo e moderno il concetto del “bar all’italiana”, uno degli stili più esaltati al mondo.

Filosofia del progetto è dare spazio, fiducia e soprattutto un futuro in questo territorio a tanti ragazzi che si sono formati lontano dalle proprie radici. Sono diversi, infatti, i cervelli di ritorno protagonisti.

Scoprire Cinquanta, quindi, è stringere la mano a un nuovo amico, nel tuo quartiere dei ricordi. Può portarti lontano raccontando le sue storie ma rimane legato alle tradizioni della sua terra. 

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Dischi da ’90: Brunale dà voce alla scena musicale degli anni ’90

Francesco Andrea Brunale, insieme con la casa editrice Bertoni Editore, ha realizzato “Dischi da ’90”, un vero e proprio omaggio alla scena alternativa musicale degli anni Novanta.

L’autore Francesco Andrea Brunale ha voluto trattare trentuno dischi di quegli anni, attraverso recensioni e altrettante interviste a musicisti fautori di quei lavori, diventati una parte importante della storia della musica rock italiana.

Molti gli artisti coinvolti nel lavoro di Brunale:  Pau (Negrita), Omar Pedrini, Max Casacci (Subsonica), Gianmaria Accusani (Prozac +), ma anche musicisti più underground come Wilko dei Rats, Mao e Daniele Tarchiani degli Anhima.

Per la prima volta è stato storicizzato un periodo florido della musica tricolore nel quale il rock non era più un fenomeno di nicchia o legato a nomi blasonati. Il libro è ordinabile in ogni libreria, sul sito Bertoni Editore e su ogni sito specializzato.

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Si intitola Talento Maledetto il mixtape della rapper Gina Montana

Il 9 luglio 2021 esce Talento maledetto il nuovo mixtape di Gina Montana

L’album contiene 8 canzoni che spaziano dalla drip e trap alla dancehall music. Il mixtape è prodotto da MJR Music in collaborazione con Cabiria Record.


A rendere unico, ricco e variegato Talento Maledetto sono i featuring con Mélan (New York) e le produzioni di Arne, Fama, Dr Testo e Clas K.

La canzone “Drap” featuring Santo Trafficante è mezzo italiano e tedesco; l’artista Gina Montana ha vissuto cinque anni in Germania.

La canzone “RM NA” si alterna tra l’accento romano e napoletano con il featuring di Baloo

In merito a Talento Maledetto, Gina Montana dichiara:

“Ho sempre avuto la convinzione di non saper fare nulla nella vita, ho sempre avuto dubbi su quello che facevo, pensando sempre di non essere in grado.

Una donna nera italiana, in un mondo di bianchi è già sotto di 2 punti (come dico nel ritornello in tedesco di Drap feat. Santo Trafficante). Ma quei punti, con la forza di volontà, si possono recuperare e surclassare. Nel momento in cui sono diventata madre si è illuminato il mondo intorno a me: sono riuscita a vedere oltre, come se avessi la vista a km di distanza. Sarà, forse, per il fatto di aver messo al mondo un individuo che un giorno prenderà una strada e lo porterà molto lontano da me. Dunque, ho deciso di cambiare il mio modo di essere, passare da vittima ad Amazzone che combatte. Ma sono sempre un essere umano, che sbaglia e con dei punti deboli. Talento maledetto indica ciò che mi ha accompagnato nella vita, nel bene e nel male. BENE come la MUSICA, che si è accostata a me per tutto il mio percorso fino a oggi, a tutte le volte che il razzismo mi colpiva al cuore: la musica riempiva quelle ferite. Ho imparato a canalizzare la rabbia nel ballo e per anni ci sono riuscita. Successivamente cercavo un altro punto di sfogo, più potente, ed ho iniziato a scrivere rime.Oggi ho capito che tutto ciò fa parte di me e non posso cambiare; posso solo migliorare e fare dei miei talenti – positivi e negativi – uno slogan per ricordarmi sempre che io sono padrona del mio corpo, della mia anima, e della mia vita”.

 

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“Aut Aut”, il nuovo Ep dei Novaffair fuori dal 15 ottobre

Venerdì 15 ottobre i Novaffair tornano in scena con l’Ep “Aut Aut”. Il lavoro discografico comprende 5 tracce alternative rock dal sapore anglosassone, realizzate con il sostegno dell’etichetta discografica milanese Accannone Records di Max Martulli, lo storico tour manager degli Afterhours e Levante. 

“Aut Aut” dei Novaffair è il bivio, la scelta tra quello che possiamo e non possiamo essere, tra quello che vogliamo e non vogliamo fare. “Aut Aut”, infatti, rappresenta il nucleo, la sostanza e la volontà di esprimere un modo sincero per entrare in contatto con la musica della band napoletana. Un progetto maturo in chiave alternative rock, con rimanda agli anni ’90, non disdegnando tendenze nuove e contemporanee.

Delle 5 tracce, 2 sono accompagnate da un videoclip presente su YouTube. Si parte da “Weekend”, regia di Alessandro Freschi (Frè), con una parte da protagonista per Carlo Caracciolo, attore di Gomorra – La serie, che affronta il concetto di dicotomia. Il voler essere altro da sé in questo spazio che è il weekend, trasposto in un mondo virtuale in cui si può essere invincibili. Il protagonista si muove alla ricerca di qualcuno in uno scenario underground cittadino, ma arriverà a scoprire che due mondi separati possono collidere. Solo uno potrà essere la realtà.

Poi arriva “Sottosopra”, per la regia di Vincenzo Russo, racconta invece di una vita piena di immagini: i nostri sbagli, le occasioni mancate, il tempo perso, e la necessità di guardarsi indietro. Un uomo cammina solo e ricorda. Scorrono visioni di tempi passati e di vita vissuta, di gioia e divertimento, di nostalgia e del presente. La vita passa davanti agli occhi come un film.

Gli altri 3 brani sono: “Io sono la neve”, che conduce a riflettere sui rapporti tra le persone, soprattutto quando si è chiusi, riservati, freddi, ci si incontra e ci si scontra ma non sempre possiamo essere salvati; “La resa”, un vortice in cui continuamente ci si perde e ci si ritrova in una stanza vuota, si lotta per qualcosa che non c’è più ma che può diventare la prima pietra su cui costruire una nuova storia, una nuova vita; “Nessuna ragione”, un gioco tra quello che vediamo e viviamo ogni giorno. Un’umanità che ha perso la rotta, un’umanità che trova pace nel farsi la guerra senza mai chiedersi il perché.

I Novaffair sono una band napoletana nata nel 2016 con l’EP di esordio “ St’ep”, a cui sono seguiti vari live in Italia. I 4 componenti sono: Livio Arenella, voce e chitarra; Marco Penza, chitarra e cori; Pierluigi Patitucci, basso e cori; Mariano Penza, batteria. Nel 2020, dopo aver realizzato con il cantautore e produttore Massimo De Vita dei “Blindur” il singolo “Weekend”, selezionato tra i dieci progetti finalisti al concorso #1MNEXT2021 del “Primo Maggio Roma”, la band si rimette in gioco con un nuovo e sfrontato progetto artistico. 

Dal 15 ottobre è possibile ascoltare online e su tutte le piattaforme “Aut Aut”, il nuovo percorso artistico dei 4 musicisti napoletani. Un progetto che nasconde una gran voglia di esprimere il valore artistico ed emozionale dei Novaffair, che dalla provincia bramano di gridare a tutti la loro necessità di farsi conoscere.

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