Il 2020 è ufficialmente il secondo anno più caldo di sempre. 

Solo grazie al raffreddamento degli ultimi mesi causato dalla Niña, il fenomeno contrario a El Niño che invece provoca un riscaldamento globale, il 2020 non si piazza in cima alla lista degli anni più caldi di sempre.

La WMO, ovvero l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, avverte però che la differenza con il 2016 e il 2019, che sono stati gli anni più torridi, è talmente piccola che le tre annate per quanto riguarda le temperature del pianeta sono praticamente sovrapponibili.

Secondo la Nasa e il Copernicus Climate Change Service, l’agenzia europea del clima, invece, il 2020 è addirittura primo a pari merito con il 2016.

Stando a quanto riportato dal Corriere.it, la temperatura media del 2020 è risultata essere pari a 14,9 gradi, cioè di 1,2 °C sopra la media del livello pre-industriale 1850-1900, con estremi senza precedenti in varie regioni come la Siberia o l’Artico.

L’Accordo di Parigi sul clima indicava in +2 °C il limite da non superare per evitare disastri planetari, cercando di limitare l’incremento a +1,5 °C. Il dato del 2020, fa notare Petteri Taalas, segretario generale del Wmo, è molto preoccupante perché è quasi uguale all’anno record 2016.

Per il Wmo già oggi c’è il 20% di possibilità che la soglia limite di +1,5 gradi, stabilita a Parigi, sarà raggiunta già nel 2024.

E se non ci fosse stato il rallentamento dovuto al Covid-19?

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