A Londra si cercano fondi di caffè per far muovere i mezzi pubbliciGreen chemistry e combustibili alternativi: una spugna in ceramica trasforma materiali di scarto in biocarburanti.

Questa sorta di spugna è il prodotto del lavoro che alcuni ricercatori sparsi tra Cina, Australia e Regno Unito hanno presentato sulle di Nature Catalysis. Un passo in più, spiegano, verso la green chemistry, grazie all’uso della catalisi. E che potrebbe rivoluzionare la produzione dei biocarburanti da prodotti di scarto, come rifiuti agricoli o olio da cucina.

Come si legge dalle pagine di la Repubblica, la spugna di ceramica sviluppata è un catalizzatore multifunzionale, nel quale la successione dei pori, di diversa grandezza, scandisce l’ordine delle reazioni.

Qualcosa che consente di eseguire reazioni multiple in sequenza, simulando quello che avviene all’interno delle cellule. Ma assicurando una adeguata separazione fisica per le diverse fasi di trasformazione, snellendo e velocizzando i processi, eliminando il bisogno di purificazione dei prodotti intermedi.

A basso costo e senza aver bisogno di prodotti di partenza particolarmente purificati, consentendo di trasformare prodotti di scarto in prodotti riutilizzabili con grande efficienza, scommettono i loro ideatori.

Partendo da olio utilizzato in cucina o da prodotti agricoli di scarto per arrivare a biodiesel, per esempio. Senza necessità di purificare particolarmente i materiali di partenza. Idealmente direttamente sul campo, o quasi.

Al momento i ricercatori sono al lavoro per produrre grandi quantità di questo nuovo catalizzatore, nella speranza spiegano, di mettere a punto anche tecniche di produzione mediante stampa in 3D.

L’idea, in prospettiva, è quella di creare una sorta di piccoli reattori, utilizzabili per scopi diversi. A partire da materiali diversi, scarti agricoli come microplastiche.

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