Cos’è la cannabis? Per Wikipedia è “un genere di piante angiosperme della famiglia delle Cannabaceae”. Per qualche nonno è un aiuto divino per i dolori fisici o altri problemi dati da alcune patologie. I neolitici (e in realtà, qualcuno ancora oggi) la sfruttavano come fibra tessile. Ad un certo punto della storia è diventata addirittura una spezia!

Come vedete i suoi utilizzi sono molteplici, eppure ad oggi è sia dono che mostro per la società e ogni Stato attraverso le proprie leggi esprime il suo punto di vista a tal proposito. La maggior parte delle volte questo risulta essere negativo, a tratti molto severo, come in Cina o in Iran dove addirittura prevede la pena di morte per chi in possesso di una certa quantità di prodotto. Ma se i punti di vista hanno una cosa positiva è che possono cambiare! Tanto è vero che ci sono posti dove non vige più un vero e proprio proibizionismo: in America, per esempio, la legge federale vieta ancora l’uso della cannabis a prescindere.

Tuttavia in ben trentacinque Stati è consentita per utilizzo medico. In quindici, invece, va bene usarla anche per un obiettivo ricreativo. Di queste, quattro hanno votato proprio di recente, in concomitanza con le elezioni presidenziali, e parliamo di: Arizona, Montana, New Jersey e South Dakota.

Nella zona sud del continente, e più precisamente in Argentina, la sorte è diversa però il risultato è comunque buono: da quest’anno, infatti, sarà possibile coltivare in autonomia la pianta per uso personale e terapeutico, e in più, nelle farmacie sarà concessa la vendita di creme, olii e altri derivati di essa.

Anche in Nuova Zelanda si è tenuto un referendum in cui figurava la proposta di legalizzazione: i neozelandesi hanno preferito supportare l’eutanasia, che comunque è un argomento interessante da approfondire, ma non ora.

Girando e rigirando il globo un pensiero va anche alla nostra madre patria. All’interno del nostro bellissimo stivale, è legale, però solo in versione “light”. Questo vuol dire  che il tasso di THC ivi contenuto non può superare lo 0,6%. Quel che non sapete, forse, è che il mese di ottobre ha visto la lotta tra il cannabidiolo e il Ministro della Salute Roberto Speranza. A quanto pare, il Ministro in un primo momento l’avrebbe inserito nella lista delle sostanze stupefacenti, poi, nel giro di una settimana circa ci avrebbe ripensato e con un decreto ha cancellato via la proposta precedente. L’Italia in ogni caso vanta un primato particolare. Infatti, due anni fa è stata sede dello “spinello” più lungo del mondo: A Milano, il 25 maggio 2018, all’incirca ottanta persone si sono riunite intorno a diciotto tavoli e con due chili di marijuana hanno realizzato una canna di quasi trentacinque metri. Tra loro spiccano diversi volti noti: i comici Pancio ed Enzuccio, il cantante Babaman e ancora Nerone, Emi Lo Zio, Valentina Vignali, e perfino il battipagliese Vito Ferrara.

Ma torniamo al presente e continuiamo il nostro cammino. “Zoommando” sul Bel Paese e paradossalmente entrando in un altro – la Repubblica di San Marino – scopriremo che lì, la cannabis è legale, anche se solo per scopi terapeutici e che entro la fine dell’anno probabilmente la situazione evolverà.

Ad ogni modo, non vi sembra buffo che all’interno dello stesso territorio grazie ad una linea di confine, una pianta ha, e allo stesso tempo non ha, il permesso di soggiorno? Che poi perchè un vegetale dovrebbe chiedere il nullaosta a qualcuno per essere piantato, non lo capirò mai. Chiudendo questo piccolo report, un dato positivo c’è. Sì, perchè esistono un paio di luoghi dove la cannabis è usufruibile a tutti gli effetti: l’Uruguay e il Canada. – Ora mi spiego la canzonetta del’57 della casa piccolina con le vasche, i pesciolini e i fiori di lillà! Se… vabbè, i lillà! –

Tornando seri, il nostro mondo è già diviso di per sè. Nonostante la globalizzazione, la differenza tra culture e il mancato rispetto delle libertà personali sono oggetto di guerre nel quotidiano. Nel 2020 forse l’unica cosa che ci rende uguali e soprattutto uniti per davvero è una pandemia che spezza il fiato fino a toglierlo del tutto. Le piante ci offrono ossigeno in maniera quasi gratuita, pretendono solo un po’ di cura, non demonizziamole. Facciamolo con le persone che ne fanno un cattivo uso.

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